Servizio Prevenzione Protezione

Ultimo aggiornamento contenuto: 18.11.2015 10:27:24

Hai mai rischiato di farti male (o hai sentito altri) a causa di distrazione, alcool o disordine?

  1. Allora bè forse qualche volta meglio non raccontarlo.
  2. Stanchezza sì scivolare per esempio non vedere un gradino. Ubriachezza no direi.
  3. Sì a dire la verità una volta mi è capitato, mi ricordo tempo fa andando di fretta ad un appuntamento scendendo per le scale di fretta mi sono slogato una caviglia. E questo mi è capitato diverse volte non solo in ambito universitario ma anche al di fuori.
  4. Disordine.ho visto rompersi cose che per fortuna però non hanno avuto conseguenze. Serate alcoliche no. Distrazione e fretta sì, mi è successo di vedere persone che si sono tagliate perché fretta di lavare hanno rotto la vetreria nel lavandino e si sono tagliate. Distrazione è successa anche a me, ho dato troppa pressione a una cosa e mi sono punta. Insomma sono cose che succedono.
  5. Di farmi male per uno di questi motivi sicuramente. Soprattutto per stanchezza verso la fine del lavoro in sostanza mi è capitato più volte di non stare attento di buttarla su in sostanza, di fare le cose troppo senza pensare e quindi molte volte mi è capitato di farmi male sì. La maggior parte di volte per la fretta, uno in ritardo tende ad accellerare, ma anche perché molte volte c’è la strada libera magari in discesa è facile che si vada oltre non di molto però è facile andare oltre.
  6. Lo farei lo stesso, un po’ per sfida personale un po’ per provare un’esperienza.
  7. Mi piacerebbe provare alcuni sport estremi.
  8. Sì, in realtà sì.
  9. Perché certe cose ma solo certe cose meritano.
  10. Perché lo farei? proprio perché mi piacerebbe provare questo estremo. Cioè provare questa adrenalina, diciamo, nel fare questo sport estremo soprattutto il bungge jumping.

Febe Vecchione, SPP

Voi siete studenti frequentate l’Ateneo e i suoi ambienti quindi le aule, le biblioteche, gli uffici e in un futuro per la preparazione della tesi di laurea. Coloro che tra di voi che sono iscritti a corsi di studio di tipo scientifico tipo chimica, biologia, farmacia, ingegneria frequenteranno anche dei laboratori, appunto per la preparazione della tesi.

Bene, io voglio dirvi una cosa fate attenzione ai pericoli sul lavoro, fate attenzione. Noi, sia giovani che meno giovani, tutti noi, abbiamo diritto di non correre rischi nell’ambiente di lavoro. La salute e la sicurezza sul lavoro ricordatevelo non è soltanto l’81, ovvero un insieme di leggi di burocrazia difficili da applicare, me è un obbiettivo verso cui tutti dobbiamo tendere, l’obiettivo che tutti dobbiamo perseguire per arrivare alla situazione di massima sicurezza. Questo perché? Perché fate attenzione che l’incidente o purtroppo l’infortunio sul lavoro non guarda in faccia all’età, può colpire giovani, meno giovani, esperti, inesperti sia il primo che l’ultimo giorno di lavoro, con le conseguenze che possono essere anche piuttosto spiacevoli. Quali possono essere le cause di un incidente? Le cause di un incidente possono essere la non conoscenza di quelle che sono le norme di sicurezza. le procedure corrette per operare in sicurezza  l’uso dei dispositivi di protezione collettiva e individuale. La distrazione che anche qua non guarda in faccia l’età.

C’è il fattore poi la troppa sicurezza, la troppa sicurezza di se forse è un fattore che può causare l’incidente nelle persone più esperte, diciamo. Ovvero proprio per il fatto che uno è esperto fa il suo lavoro con abitudine e guarda un po’ che cala la soglia di attenzione e quindi come tale l’incidente può arrivare all’istante. C’è poi il fattore incoscienza ed è questo a cui voi dovete stare attenti, voi giovani, intesi diciamo in una fascia d’età trai 18 e i 25 anni.

Perchè l’incoscienza? A vent’anni eravamo tutti che dicevamo bè ma cosa mi potrà capitare, cosa può succedermi ma tanto non mi può succedere niente, invece questo non è vero. I giovani sono infatti, diciamo, tra virgolette vulnerabili quando sia affacciano nel mondo del lavoro. Questo perché? Perché intanto manca l’esperienza.poi soprattutto manca la consapevolezza dei rischi che devono essere appunto affrontati. Quali sono i vostri diritti? Innanzitutto e questo vale per tutti, indipendentemente dall’età il diritto di lavorare in modo sicuro e salutare, importante: avete il diritto di ricevere la formazione necessaria per poter entrare in un ambiente di lavoro e sapere affrontare i rischi. Importante che vi sia affianchi una persona più esperta di voi, diciamo un super visore, un tutor che può essere il vostro professore di laboratorio. il referente per uno stage aziendale ma anche può essere la persona che sta svolgendo il dottorato di ricerca, il borsista o anche lo studente più esperto di voi.

Avete il diritto di fare domande se non avete capito qualcosa. Non sembrerete stupidi se voi dite “per favore non ho capito per favore può ripetere” e soprattutto avete anche il diritto di segnalare una qualunque situazione che non vi sembra sicura. Oltre ai diritti sul piatto della bilancia dobbiamo anche mettere in conto i doveri e le responsabilità. Avete il dovere innanzitutto di lavorare senza mettere a repentaglio la vostra salute, sicurezza e quella dei vostri colleghi. Dovete collaborare con i vostri professori, per esempio, per ciò che riguarda la sicurezza sul lavoro, dovete utilizzare se vi danno i dispositivi di protezione collettiva che di protezione individuale. E soprattutto dovete praticamente ascoltare quello che vi dice il vostro supervisore. Giusto così per riportare qualche dato statistico sappiate che i giovani, in una fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni hanno circa il 50% in più di probabilità in più di farsi male, quindi di andare incontro a infortunio o anche ancora peggio a una malattia professionale. Purtroppo i giornali riportano ogni giorno casi di incidenti sul lavoro, anche mortali e che purtroppo riguardano le persone giovani. Ma io vi posso raccontare, per esempio, la storia di un giovane di 18 anni che faceva l’apprendista meccanico.  che è morto perchè è stato investito dalle fiamme mentre aiutava il suo capo a travasare in un contenitore per rifiuti liquidi, una miscela costituita da benzina e gasolio. Questo mix praticamente si è improvvisamente accesa e la benzina è esplosa e ha originato una grande fiammata, che lo ha avvolto ed è morto quattro giorni dopo. Perché siete così vulnerabili? Abbiamo detto, ripetiamo, la mancanza di esperienza, c’è una certa tra virgolette chiamiamola immaturità che è normale sia da un punto di vista sia fisico che psicologico. Vi mancano le competenze le conoscenze giuste, ma ovviamente nessuno nasce maestro avete tutto il tempo necessario per imparare. Non sempre appunto siete al corrente di quelli che sono gli obblighi, i diritti e i doveri riguardanti la sicurezza sul lavoro. Molto spesso può capitare che non abbiate il coraggio di parlare se qualcosa non va.

Appunto importante che voi veniate affiancati da una persona più esperta di voi. Questo tutor, questo supervisore, mette a disposizione la sua esperienza sia per insegnarvi la mansione, il lavoro in se, ma proprio per insegnarvi il corretto modus operandi in sicurezza. E soprattutto mi raccomando ascoltatelo fate quello che lui dice e non abbiate timore di dirgli: non ho capito, perché devo fare questo perché devo fare quello, non abbiate timore di domandare. Diciamo quindi in sintesi qualche breve consiglio su come poter evitare o quantomeno ridurre i rischi. Innanzitutto sappiate che quando entrerete in un laboratorio in un officina o comunque in un ambiente a rischio avrete rischi di ogni tipo intorno, l’importante è che voi li impariate a riconoscere e ad affrontarli, come? Con un corretto processo di formazione. Appunto se vi danno tante informazioni, se vi dicono fai questo fai quello fai quell’altro, fermate i vostri superiori. Ditegli: scusi, non ho capito.

Di qualunque cosa di cui non siate sicuri chiedete prima di fare, soprattutto cercate di operare sempre con testa senza mettere a repentaglio, senza rischiare di farvi male voi ma anche di far del male ai vostri colleghi. Se vi vengono dati dispositivi di protezione individuale specialmente per tutti quelli che entreranno nei laboratori di ricerca e didattica, usarli. Non vengono appunto dati a caso perché è più bello girare col camice o perché fai tenere gli occhiali di sicurezza, usateli vi serviranno vi proteggeranno. Imparate anche a cosa fare in caso di emergenza localizzate dove sono le uscite di emergenza localizzate dove sono i presidi di sicurezza di primo soccorso, possono essere sempre utili. Non esitate a segnalare qualunque cosa che non va al vostro responsabile di laboratorio e se anche voi avete dei campanelli d’allarme che possono essere mal di testa, sonnolenza, vertigini, nausea, irritazione alla pelle, alla cute, agli occhi o altre cose rivolgetevi pure la medico competente di Ateneo o comunque a un medico. Quali sono allora i possibili rischi a cui voi potreste essere esposti? Sia nell’ambiente universitario ma anche una futura vita lavorativa, bè intanto iniziamo col contenitore con l’ambiente di lavoro. L’ambiente di lavoro può presentare dei problemi che possono essere; illuminazione scarsa, ristagno di cattivi odori, inquinanti all’interno, problemi di micro clima fa troppo caldo fa troppo freddo, è umido c’è rumore di fondo, quindi sono tutti problemi che poi si ripercuotono su quello che è il vostro benessere lavorativo.

giocando con la finestra

È successo un anno fa in una delle aule dell’edificio principale A. Al piano terra, quelle aule che vanno in salita, che hanno le finestre molto molto alte. La lezione probabilmente non era ancora iniziata e gli studenti stavano attendendo il docente. Alcuni erano già seduti al loro posto altri erano seduti tranquillamente sui davanzali delle finestre parlando, solite cose che gli studenti fanno. Evidentemente si muovevano disordinatamente, anche troppo, sta di fatto che con la punta del piede una finestra è stata sollevata di quel poco che è bastato perché uscisse dai cardini. Chiaramente la finestra senza cardini cade. È caduta addosso a una ragazza non l’ha presa in pieno, non è passata attraverso i vetri della finestra. Però se l’è vista veramente, veramente male. Non avrei voluto essere assolutamente al suo posto, uno spevento e basta… per fortuna non è successo niente.

Ci possono essere poi rischi dovuti al pavimento su cui proprio camminate ogni giorno. Il pavimento può presentare dei difetti. Ci può essere un cavo lasciato lì uno scatolone messo lì nel corridoio che nessuno vede. O ancora peggio uno può quindi inciampare e poi anche scivolare su un pavimento bagnato. Per esempio, classico esempio dei laboratori chimici, dove appunto una sostanza può essere inavvertitamente sversata per terra.

scivolata fino all’ascensore

Ciao, volevo raccontarvi un fatto veramente accaduto che sembra un qualcosa che è molto divertente. È accaduto parecchi anni fa presso il centro di Fisica a Miramare, era una giornata particolarmente piovosa.  E proprio la sera prima le persone addette alle pulizie avevano steso la cera sulle piastrelle dell’atrio. Una persona è entrata veramente di corsa non si è resa conto che il pavimento era bagnato dall’acqua delle persone che erano entrate prima e ha fatto uno scivolone di quelli proprio da comiche. Se avete in mente la pelle dell’orso stesa a terra si è fatta parecchi metri di scivolata entrando con mezzo corpo nel vano dell’ascensore, che era aperto. In quel momento qualcuno ha chiamato l’ascensore .Le porte hanno iniziato a chiudersi e riaprirsi e richiudersi e aprirsi e richiudersi massacrando le spalle della povera persona.

Oltre al rischio incendio che incombe su tutti come una spada di Damocle, il rischio elettrico dovuto a prese spine non a norma, a cavi elettrici danneggiati, uso improprio di ciabatte. Altri rischi a cui potreste andare incontro possono essere per esempio il rischio meccanico dovuto all’utilizzo di macchine e attrezzature questo per coloro che tra di voi che entreranno in una officina meccanica, questo perché. Perché è importante ricordare che anche la macchina può essere nuova, nuova fiammante marchiata CEE quindi dovrebbe essere sicura al 100% questo non è vero. Un macchina anche se nuova non sarà mai sicura al 100%, se prima voi non sarete stati correttamente formati ma soprattutto addestrati al suo utilizzo. Ci sono poi, rischi dovuti alla movimentazione manuale dei carichi, di oggetti pesanti oppure ai movimenti ripetuti come può essere quello che fa la cassiera al supermercato quando fa passare sullo scanner i prodotti che voi avete comprato. Oppure il movimento ripetitivo di chi lavora alla catena di montaggio. Altri rischi che potrete incontrare: possono essere gli agenti fisici, ce ne sono tanti. C’è il rumore che può causare sordità, ci possono essere i campi elettro magnetici, ci sono le radiazioni ottiche artificiali come per esempio le radiazioni UV che se usate impropriamente senza le dovute protezioni possono causarvi danni agli occhi, danni alla pelle, per finire poi con le radiazioni ionizzanti, come ad esempio  le sorgenti radioattive che appunto se usate impropriamente possono interagire sui vostri tessuti, sulle vostre cellule causandovi dei danni che si possono anche manifestare dopo parecchi anni che è avvenuta l’esposizione. Sempre con riferimento ai laboratori qui nell’Ateneo ci sono laboratori biologici, quindi il rischio biologico c’è. I danni ad esso associati possono essere intossicazioni, allergie, infezioni. Abbiamo dei laboratori chimici, quindi qua il rischio prevalente è il rischio dovuto alla manipolazione di agenti chimici pericolosi. Se usati impropriamente i danni causati appunto da questi agenti chimici pericolosi possono essere molteplici, si può passare da danni che possono essere, chiamiamoli a breve termine, per esempio mi posso ustionare con un acido. Posso avere soffocamento o asfissia, ci possono essere dei danni più a breve-medio termine, come per esempio le irritazioni che possono riguardare gli occhi, la cute le vie respiratorie, reazioni allergiche. Per poi passare a danni che possono anche avvenire anche parecchi anni dopo che c’è stata l’esposizione ovvero: danni al feto, danni all’apparato riproduttivo per poi arrivare a danno forse più grave che sono appunto la comparsa di tumori.

sodio metallico abbandonato

Tra i vari aneddoti che posso ricordare è una delle cose che succedeva purtroppo molto spesso, non tanto con gli studenti, perché gli studenti erano molto più bravi. ma con i dottori, ovvero le persone che venivano a fare l’esame di stato qua e quindi per esempio l’esame di farmacia per diventare; per potersi iscrivere all’albo. Ci sono comunque tre laboratori da sostenere e si utilizzava il sodio metallico; i laureati che venivano a lavorare qua spesso dimenticavano sodio che “navigava” sotto la cappa e che ovviamente rappresentava un potenziale esplosivo perché si sa che è infiammabile ed è esplosivo. Però anche in questo caso si correva dietro a pulire, a pulire i pianali ecc. e poi venivano (almeno da me) considerati atto di vandalismo e atto di ignoranza tremenda; sembrava che avevano “resettato” tutto quello che avevano imparato prima, però, ok, l’esame di stato si fa anche a distanza di anni dalla laurea quindi vabbè, si perdonava e si soprassedeva su queste cose!

sodio metallico e ghiaccio

Nella sede precedente a questa (questo è dipartimento relativamente nuovo), in cui lavoravamo e studiavamo prima degli anni ’90, uno degli eventi che capitava spesso era quello di lavorare con il sodio. Il sodio serve ad anidrificare però bisogna stare attenti perché può scoppiare a contatto con l’acqua. Quindi spesso anche i professori, oltre che gli studenti, lasciavano queste reazioni in atto e il sodio poi che serviva per anidrificare, per distruggerlo poi alla fine perché il sodio era ormai esausto. In questi bagni di ghiaccio i palloni, i contenitori o becker in cui era contenuto questo sodio, se il vetro non era un vetro pyrex che riusciva quindi a contenere la temperatura che il sodio raggiungeva nella sua reazione, esso si rompeva e quindi il sodio cadeva nell’acqua e questo faceva esplodere. Spesso questi tipi di cose capitavano sotto cappa. La vecchia sede purtroppo non aveva cappe così moderne come abbiamo oggi e quindi il sodio è una delle più pericolose sostanze che in questo momento noi ancora teniamo nei laboratori di ricerca, non più di didattica.

scherzi in laboratorio

Quando ho frequentato l’Università frequentavo anche i suoi laboratori di chimica. Di solito si fanno le esercitazioni stando molto attenti a non farsi male, però a volte si cerca di passare il tempo con qualche piccolo scherzo. Il mio vicino di banco voleva mettere un additivo dentro alla beuta del suo compagno che stava di fronte, per fargli sbagliare completamente le analisi che stava svolgendo. Per fare questo nell’unico momento in cui il compagno era distratto, ha allungato il braccio velocissimo attraverso il bancone per rovesciare questa polverina nella beuta, non si è accorto però che facendo così ha passato il braccio sopra un becco di bunsen acceso. Il camice gli ha preso fuoco, sotto aveva dei vestiti un materiale evidentemente sintetico e ha preso fuoco pure il vestito sotto. Siamo stati velocissimi e l’abbiamo preso e cacciato sotto una doccia che in quel laboratorio c’era, l’abbiamo lavato abbondantemente scherzandoci su un po’ anche se la cosa era tutt’altro che da ridere. Peccato però che fuori era inverno e non aveva altri vestiti.

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Un altro fattore di rischio qui all’Università sembra ridicolo dirlo è il video-terminale. Tutti noi lavoriamo con il video terminale, se però il video terminale è posizionato in maniera impropria e noi lo utilizziamo in una maniera non corretta. Possiamo avere dei danni che vanno dai disturbi alla vista all’apparato muscolo scheletrico. Tipico esempio mal di schiena, mal di collo, per poi arrivare ai problemi dello stress. E proprio con lo stress vi voglio concludere questa carrellata, questa panoramica di fattori di rischio perché lo stress lavoro correlato è importante. Può essere dovuto per esempio a richieste troppo pressanti da parte del vostro capo, ad una non chiara organizzazione delle attività lavorative a una non chiara definizione dei compiti lavorativi. Bene, detto questo voi a chi vi potete rivolgere in caso di problemi a chi potete chiedere aiuto, intanto fate riferimento sempre al vostro preposto di laboratorio, fate riferimento ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, al medico competente, non trascurate mai anche di parlarne con i vostri genitori. Bene io voglio concludere sperando ovviamente di non avervi spaventato con tutta questa carrellata di pericoli a cui potreste andare incontro, sia come studenti universitari, sia come futuri lavoratori. E voglio dirvi che al di là di come affronterete il rischio chimico, piuttosto che il rischio biologico, piuttosto che il rischio elettrico o meccanico. Al di là di tutto questo la cosa importante è quella di essere consapevoli dei rischi cui si va incontro. Quindi è questo poi lo scopo del video- corso rivolto a voi studenti è quello di diffondere la cultura della sicurezza facendo nostra la frase dei nostri colleghi anglosassoni che dicono “safety is an educational problem” che a me piace tradurla in italiano, metterla come: “safety equivale a cultura”. E questo praticamente sarà importante sia nella vostra vita di studenti universitari sia nella vostra futura vita lavorativa.


Informazioni aggiornate al: 25.11.2014 alle ore 12:52