Emergenze

Ultimo aggiornamento contenuto: 18.09.2020 14:44:59

 

EMERGENZA COVID-19


Il virus SARS-CoV-2 è un betacoronavirus che appartiene alla famiglia dei Coronaviridae. I coronavirus (CoV) sono un’ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune raffreddore a sindromi respiratorie come la MERS (sindrome respiratoria mediorientale, Middle East respiratory syndrome) e la SARS (sindrome respiratoria acuta grave, Severe acute respiratory syndrome). Il nuovo coronavirus SARS-CoV-2 è un ceppo che non è stato mai precedentemente identificato nell'uomo. Nella prima metà del mese di febbraio l'International Committee on Taxonomy of Viruses (ICTV), che si occupa della designazione e della denominazione dei virus (ovvero specie, genere, famiglia, ecc.), ha assegnato al nuovo coronavirus il nome definitivo: "Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2" (SARS-CoV-2).  Secondo gli esperti il nuovo coronavirus ha delle similitudini con quello che ha provocato la Sars (SARS-CoVs), da qui il nome scelto di SARS-CoV-2.

Il nuovo nome del virus (SARS-Cov-2) sostituisce quello provvisoriamente attribuito  all'inizio dell'epidemia a Wuhan, Cina, a dicembre 2019 (2019 novel coronavirus o 2019-nCoV). 

Sempre nella prima metà del mese di febbraio (precisamente l'11 febbraio) l'OMS ha annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus è stata denominata COVID-19. La nuova sigla è la sintesi dei termini CO-rona VI-rus D-isease e dell'anno d'identificazione, 2019.

Sintomi

Si tratta di una patologia  respiratoria i cui sintomi più comuni sono febbre e tosse. In una certa percentuale di casi si presentano sintomi più severi quali difficoltà respiratorie e polmonite. Raramente può essere fatale. Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con patologie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache o, più in generale, immunodepresse.

Trasmissione

La prevenzione, che inizia con le misure igienico sanitarie, è fondamentale per ridurre i contagi in quanto i coronavirus umani una volta fuori dal corpo mantengono per un certo tempo la capacità di infettare, è pertanto facile che avvenga la trasmissione uomo-uomo.

Le vie di trasmissione sono: 

  • aerea: tramite la saliva, con tosse e starnuti;
  • per contatto delle mani, che hanno toccato superfici contaminate dal virus, con le mucose di occhi, naso, bocca.

In rari casi il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale.

Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti.

Secondo i dati attualmente disponibili, le persone sintomatiche sono la causa più frequente di diffusione del virus. L’OMS considera non frequente l’infezione da nuovo coronavirus prima che sviluppino sintomi.

Il periodo di incubazione varia tra 2 e 11 giorni; 14 giorni rappresentano il limite massimo di precauzione.

Trattamento

Non esiste un trattamento specifico per la malattia causata da un nuovo coronavirus e non sono disponibili, al momento, vaccini per proteggersi dal virus. Il trattamento è basato sui sintomi del paziente e la terapia di supporto può essere molto efficace. Terapie specifiche sono in fase di studio.

LA SITUAZIONE ATTUALE E’ IN CONTINUA EVOLUZIONE E LE CONSIDERAZIONI FATTE SOPRA POTREBBERO MUTARE AL VARIARE DELLE CONDIZIONI E DELLE CONOSCENZE SCIENTIFICHE FIN QUI NOTE. SARA’ CURA DELL’ATENEO SEGUIRE L’EVOLUZIONE DELLA SITUAZIONE ED AGGIORNARE LA PRESENTE INFORMATIVA PRELIMINARE SULLA BASE DELLE NUONE CONOSCENZE SCIENTIFICHE ACQUISITE E DIVULGATE DALLE AUTORITA’ COMPETENTI MEDIANTE I CANALI ISTITUZIONALI

A causa del diffondersi del virus SARS-Cov-2 in Italia sono stati emanati numerosi provvedimenti, tra cui:

DL n.23 febbraio 2020 recante le prime misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19;

DPCM 8 marzo 2020, recante misure per il contenimento e il contrasto del diffondersi del virus sull'intero territorio nazionale;

DPCM 9 marzo 2020, che estende il precedente provvedimento a tutto il territorio nazionale;

DPCM 11 marzo 2020, le cui disposizioni restrittive producono effetto dalla data del 12 marzo 2020 e sono efficaci fino al 25 marzo 2020;

Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure
per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli
ambienti di lavoro

DL n.18 17 marzo 2020, recante misure di potenziamento del Servizio Sanitario Nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese;

DPCM 22 marzo 2020, le cui disposizioni vanno ad intensificare ulteriormente le misure restrittive sin qui attuate;

DL n.25 marzo 2020, recante ulteriori Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19;

DPCM 1 aprile 2020, che estende le misure restrittive dal 3 al 13 aprile 2020;

DPCM 10 aprile 2020, che proroga le misure restrittive fino al 3 maggio, fatta eccezione per alcune attività;

DPCM 26 aprile 2020 recante le indicazioni relative alla riapertura di alcune attività economiche e produttive, per l'inizio della "Fase 2";

DL n.33 16 maggio 2020 variazione delle misure di contenimento;

DPCM 17 maggio 2020 (con allegati), recante le disposizioni relative a ulteriori riaperture delle attività economiche e produttive;

LEGGE n.35 22 maggio 2020, che converte in legge il DL n.19 25 marzo 2020 recante ulteriori Misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID 19;

DPCM 11 giugno 2020 (con allegati), che autorizza la ripresa di ulteriori attività. 

DPCM 14 luglio 2020 (con allegati), che proroga le misure definite dal DPCM del 11 giugno 2020 fino al 31 luglio 2020 e ne sostituisce 2 allegati.

DPCM 7 agosto 2020, che proroga, fino al 7 settembre 2020, le misure precauzionali minime per contrastare e contenere il diffondersi del Covid-19.

Ordinanza del Ministro della Salute del 12 agosto 2020, concernente misure relative alle persone che intendono fare ingresso nel territorio nazionale o che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Croazia, Grecia, Repubblica di Malta o Spagna (art.1) e l’ingresso e transito per i cittadini provenienti dalla Colombia.

A questi decreti si aggiunge il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro del 14 marzo 2020 che è stato successivamente integrato con il Protocollo condiviso per il contrasto del virus negli ambienti di lavoro del 24 aprile 2020.  

Il governo ha, inoltre, diffuso le misure igieniche comportamentali che l'Ateneo ha fatto proprie, con delle implementazioni, nel documento "misure igieniche e comportamentali per le malattie a diffusione respiratoria" al fine di rallentare il diffondersi del virus, successivamente implementate con un nuovo documento che fornisce ulteriori indicazioni oltre a quelle già emanate. Le misure igieniche sono state ampiamente diffuse tramite circolari inviate via e-mail e tramite locandine affisse nei luoghi più significativi dell'Università.

Nell'occasione, è stata sottolineata, ai dipendenti e all'utenza tutta, l'importanza di un accurato, frequente e prolungato lavaggio delle mani seguendo la procedura qui indicata.

La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha inoltre emanato delle ordinanze in merito alle misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID2019 tra le quali ricordiamo:

(per completezza vengono qui riportate anche l'ordinanza contingibile e urgente n.18/PC , l'ordinanza contingibile e urgente n.19/PCl'ordinanza contingibile e urgente n.21/PCl'ordinanza contingibile e urgente n.23/PC e l'ordinanza contingibile e urgente n.26/PC relative ai servizi di trasporto)

Il modulo di autodichiarazione che attestava gli spostamenti per le attività consentite non è più necessario per gli spostamenti in regione e tra le regioni che sono sempre consentiti. 

Si ricorda che gli spostamenti sono consentiti  a chi non è sottoposto alla misura della quarantena o a chi presenta febbre (oltre 37,5°C).

Fermi restando i divieti e le restrizioni imposte dai sopracitati DPCM e gli obblighi di quarantena nelle situazioni individuate dalla normativa vigente, qualora una persona presente in Ateneo sviluppi sintomi di infezione respiratoria, quali ad esempio la tosse e contestualmente temperatura corporea sopra i 37,5°C, dovranno essere attuate le procedure previste da “Piano di emergenza Covid-19 - gestione di una persona sintomatica in azienda”.

NORME DI COMPORTAMENTO

I lavoratori dell'Ateneo che devono obbligatoriamente recarsi presso le sedi universitarie devono essere a conoscenza delle seguenti disposizioni delle autorità competenti (riassunte nel seguente cartello divulgativo) :

  • E’ fatto obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di febbre (oltre 37.5°C) o altri sintomi influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria.
  • Non si può fare ingresso o permanere in Ateneo, o  bisogna dichiarare tempestivamente laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi di influenza, temperatura, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc) per cui i provvedimenti dell’Autorità impongono di informare il medico di famiglia e l’Autorità sanitaria e di rimanere al proprio domicilio.  
  • E’ obbligatorio rispettare tutte le disposizioni delle Autorità e del datore di lavoro nel fare accesso in Ateneo (in particolare, mantenere la distanza di sicurezza, osservare le regole di igiene delle mani e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene).  
  • E’ obbligatorio informare tempestivamente e responsabilmente il datore di lavoro della presenza di qualsiasi sintomo influenzale durante l’espletamento della prestazione lavorativa, avendo cura di rimanere ad adeguata distanza dalle persone presenti (Piano di Emergenza COVID-19)

 

I lavoratori presenti in Ateneo devo attenersi, oltre che alle disposizioni sopra descritte, al protocollo di regolamentazione e in particolare alle indicazioni presenti nel nuovo Protocollo condiviso UNITS inviato a tutto il personale dal Magnifico Rettore. E' possibile recarsi in Ateneo solo previa compilazione del modulo online. Tale modulo ha lo scopo di assunzione di responsabilità da parte del dichiarante sul proprio stato di salute e sulla conoscenza delle regole di comportamento e di consentire ai Direttori di Dipartimento ed ai Responsabili dei servizi di poter organizzare le presenze nel rispetto delle norme di sicurezza.

L'accesso ai fornitori esterni è consentito nei limiti del regolamento disposto dall'Università degli Studi di Trieste conformemente alle disposizioni governative.

La fruizione degli spazi comuni è consentita nel rispetto delle sopracitate indicazioni e in particolare per gli ascensori e l'uso dei distributori automatici e le sale fumatori sono state previste le seguenti restrizioni:

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

Ove previsto l'utilizzo dei specifici Dispositivi di Protezione Individuale (guanti e mascherine), ovvero quando la distanza interpersonale di un metro non può essere rispettata, si raccomanda di seguire le seguenti procedure per l'utilizzo dei DPI:

DISPENSER

L’Ateneo ha provveduto inoltre all’installazione di un consistente numero di dispenser (circa 200 unità) di soluzioni idroalcoliche igienizzanti per le mani negli ambienti comuni e nei luoghi a rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, ovvero nei luoghi più sensibili, dando priorità agli edifici ad elevato affollamento. V’è da precisare che, trattandosi a tutti gli effetti di un presidio di sicurezza nonché di emergenza, ognuno dei dispenser è individuabile tramite l’apposita cartellonistica di sicurezza riportante tra l’altro la composizione del gel igienizzante, nonché è dotato delle istruzioni per un corretto utilizzo del gel lavamani. Gli uffici tecnici hanno inoltre redatto delle planimetrie indicanti la collocazione dei dispenser  negli edifici che sono visionabili ai seguenti link:

 

A CHI INOLTRARE LE RICHIESTE DI DISPOSITIVI E PRESIDI EMERGENZA COVID-19 


La fornitura, il ripristino o la riparazione dei presidi dell’emergenza Covid-19 messi a disposizione dall’Università degli Studi di Trieste e la richiesta di servizi ad essa connessi deve seguire i seguenti canali:

 

  • Riparazione dispenser gel disinfettante a muro: contattare l’Area Servizi Tecnici tecnica@amm.units.it 
  • Installazione nuovi dispenser: contattare l’Area Servizi Tecnici tecnica@amm.units.it e in c.c. il Settore Patrimonio e Provveditorato - Ufficio Gestione acquisti e contratti di somministrazione provveditorato@amm.units.it e l’Ufficio Servizi in Outsourcing uffoutsourcing@amm.units.it  
  • Riempimento dispenser: contattare l’Ufficio Servizi Outsourcing uffoutsourcing@amm.units.it  
  • Fornitura cartellonistica: contattare l’Area Servizi Tecnici tecnica@amm.units.it e in c.c. l’Ufficio Servizi in Outsourcing uffoutsourcing@amm.units.it 
  • Fornitura cartellonistica con logo del Servizio Prevenzione e Protezione: contattare il Servizio di Prevenzione e Protezione prevenzione@units.it
  • Fornitura plexiglas per i front office, pellicola trasparente per i dispositivi a uso comune, gel disinfettanti, disinfettanti per superfici, mascherine chirurgiche, guanti monouso, sacchetti per lo smaltimento dei guanti monouso: contattare il Settore Patrimonio e Provveditorato - Ufficio Gestione acquisti e contratti di somministrazione provveditorato@amm.units.it
  • Fornitura mascherine FFP2 cassette di Primo soccorso: sono in fase di distribuzione le mascherine FFP2 se non dovessero giungere contattare il Settore Patrimonio e Provveditorato - Ufficio Gestione acquisti e contratti di somministrazioneprovveditorato@amm.units.it 
  • Richiesta pulizia straordinaria e sanificazione: contattare l'Ufficio Servizi Outsorcing uffoutsourcing@amm.units.it

 

 

LA PREVENZIONE DEI RISCHI NELL'ATTIVITA' DI "LAVORO AGILE"

Lo smart working o “lavoro agile” è una modalità lavorativa indicata, nei vari decreti che si sono susseguiti per il contenimento dei rischi da COVID-19, come una idonea misura per il contrasto e il contenimento del diffondersi del virus SARS-CoV-2. La normativa indica, in particolare, che la modalità di lavoro agilepuò essere applicata, per la durata dello stato di emergenza di cui alla deliberazione del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020, dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti”.

Alla luce dell'attuale grande diffusione dello smart working è necessario prevenire l'insorgere di disturbi o patologie muscolo-scheletrici del rachide nonché di disturbi visivi in quanto spesso nelle abitazioni private non si dispone di una postazione ergonomica dedicata all’attività di ufficio.

I lavoratori impegnati nella modalità di lavoro agile dovranno perciò adottare delle misure preventive al fine di evitare l’insorgere di disturbi muscolo scheletrici ovvero di fastidi alla vista. Sarà necessario infine riservare attenzione anche alla situazione microclimatica dell’ambiente di lavoro domestico.

E’ perciò necessario attenersi alle indicazioni di prevenzione relative all’ambiente (illuminazione, postazione di lavoro e areazione), all’uso del notebook, di smartphone e di tablet descritte nel documento:

Sono inoltre a disposizione sul sito di prevenzione (http://www2.units.it/prevenzione/procedure/procedure.php) dei video relativi a:

·           Postazione di lavoro 

·           Esercizi di rilassamento muscolare nell’attività al video terminale 

·           Esercizi per gli occhi nell’attività al video terminale

che possono dare validi suggerimenti sulla gestione della postazione di lavoro e sugli esercizi ch possono essere messi in pratica per rilassare la muscolatura e prevenire eventuali disturbi.

Infine l’Associazione AiFOS ha messo a disposizione delle utili “video pillole” con semplici esercizi preventivi che possono essere svolti sia in casa che in ufficio per evitare l'insorgere di disturbi o patologie muscolo-scheletrici del rachide.

Il programma delle "video pillole di igiene vertebrale" consiste in:

  • introduzione
  • come stare seduti
  • scrivania ed esercizi
  • come scaricare la tensione
  • esercizi lordosi cervicale
  • esercizi per estendersi
  • grounding
  • educazione posturale in posizione eretta
  • consigli per il riposo notturno.

Link per visionare le "video pillole"

https://aifos.org/home/news/int/nostre_attivita/igiene_vertebrale

PREVENZIONE DELLO STRESS

Per affrontare nel miglior modo possibile questo eccezionale periodo in cui la nostra vita privata, lavorativa e sociale è stata profondamente modificata è necessario riuscire ad adattarci alla nuova situazione gestendo al meglio le nostre emozioni. per aiutarci in questo intento l'Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia ha elaborato un vademecum antistress, che fornisce un metodo per gestire la straordinarietà di questi giorni pesanti e complicati.

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Elenco dei documenti redatti  dal Servizio di Prevenzione e Protezione al fine di gestire l'emergenza COVID 19 e relative misure preventive e protettive   adottate dall'Università degli Studi di Trieste. 

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  Link utili

 


Informazioni aggiornate al: 25.11.2014 alle ore 12:57