BMW BOXER 2v - La Storia del Boxer


 

I tempi antichi

E' rimasta con i suoi bei cilindri esposti al vento delle corse in moto, per 73 anni, dal 1923 al 1996. Nel 1996 infatti dalla linea di montaggio della BMW a Berlino é uscita l'ultima moto equipaggiata con il boxer a 2 valvole, numero progressivo 668 648 (produzione bellica esclusa).

Questo mitico boxer con trasmissione cardanica creato da Max Friz ha appassionato generazioni di motociclisti ed è destinato ad appassionarne ancora, infatti la versione 4 valvole con iniezione elettronica e' gia' un successo, e portera' il boxer nel terzo millennio. Ma c'è chi continua a preferire il "vecchio" boxer...

Nel panorama motociclistico mondiale solo il bicilindrico a V della Harley-Davidson può vantare una carriera piu' lunga. Come l'HD anche la BMW ha passato dei momenti difficili (nel '62 si e' rischiato di cessare la produzione); e anche sotto l'assalto dei giapponesi, che negli anni '70 bombardavano l'Europa con continue novità e con sempre piu' esasperate prestazioni, il vecchio boxer ha dovuto incassare qualche colpo. Ma la bontà intrinseca alla formula tedesca dei cilindri contrapposti alla lunga ha sempre avuto ragione. Anzi: con la maturazione dei motociclisti, dopo le ubriacature delle prestazioni e delle novità esasperate, il concetto del boxer ha avuto un successo crescente.

Il migliore?

Tra BMW e Harley comunque ci sia consentito affermare la supremazia del motore tedesco. Perchè? A confronto dell'americana, la moto della Casa di Monaco vanta la medesima semplicità tecnica, ma espressa piu' modernamente, con maggior efficienza e con un procedimento evolutivo piu' approfondito nel corso degli anni.

Il motore boxer infatti assicura un'ideale annullamento dei momenti d'inerzia, un idale raffreddamento (che non e' possibile per il cilindro "posteriore" in un motore a V longitudinale o ad L), un baricentro straordinariamente basso (e cio' significa maneggevolezza), una protezione alle gambe (e alla moto) in caso di scivolata, una grande semplicita' costruttiva e di manutenzione....e l'utile caratteristica di scaldare i piedi in inverno! Per quanto riguarda la modernità poi il boxer vanta migliori prestazioni, piu' affidabilità, nonche' ricercatezze tecniche all'avanguardia (come anche la forcella teleidraulica nel 1935, montata per prima da BMW).

Non e' un caso quindi che il boxer BMW sia il motore in assoluto più copiato al mondo: in Germania il modello due valvole èandato in pensione, ma non cosi' in Cina o nell'ex-URSS: lì le imitazioni continuano ad essere prodotte. Gli esperti BMW stimano che per ogni BMW prodotta in Germania ce ne potrebbero essere circa 10 imitazioni prodotte nei paesi dell'est, dove in fatto di moto per evidenti motivi ci si concentra su semplicità e affidabilità.

Per parlare un po' delle pronipoti sportive del primo boxer facciamo un balzo nel tempo fino alla R50 (e derivate, tra le quali la R69S): "confortevoli come una Rolls-Royce nell'uso a solo, e non dimentichiamo che la R69S e' stata per tanti anni la piu' veloce moto tedesca di serie" dice Srefan Knittel (anture della bibbia BMW).

La moto piu' veloce del mondo: meglio 300 Km/h nel 1996 (Honda Blackbird) o 280 km/h nel lontano 1937 ?

Ma non e' solo la R69S a dare lustro alla Casa di Monaco e al suo boxer 2 valvole in campo sportivo: gia' prima, negli anni '30, il motore boxer aveva un nutrito medagliere: ottenuto nelle principali competizioni a livello mondiale... ma anche negli anni '80 la tradizione é continuata, per esempio alle Parigi-Dakar (4 primi posti nella gara africana). Per chi oggi soffre di qualche ingiustificato complesso di inferiorità di prestazioni giova ricordare questo manifesto ormai d'epoca riguardante le competizioni:

"BMW 500 cc a 279,5 km orari - la moto piu' veloce del mondo

Vittorie nel 1937:

  • Gran Premio d'Olanda, 1° posto
  • Gran Premo d'Irlanda, 1° posto
  • Gran Premio d'Ungheria, 1° e 2° posto
  • Gran Premio di Svezia, 1° e 2° posto
  • Gran Premio di Germania, 1° e 2° posto
  • Corsa Internazionale Eilenriede, 1° e 2° posto
  • Corsa Internazionale AVUS, 1° e 2° posto
  • Vaso d'Argento e trenta medaglie d'oro alla Sei Giorni Internazionale
  • Campione di Germania, Bulgaria, Olanda, Brasile
  • Trionfi riportati con motocicli con telaio a molleggio telescopico BMW e forcella telescopica BMW.

    BMW - la marca di fama modiale"

    Croce al merito

    Ma non solo nello sport, anche in guerra le BMW (sidecar) si sono conquistate fama di affidabilità e perfezione: si trattava infatti di "capolavori di ingegneria", afferma Kittnel, in quanto costruite senza badare a spese (e senza badare a complicazioni) poichè i militari volevano il meglio e pagavano tantissimo (la vendita ai privati in pratica era impossibile dati i costi). Il concetto che stava alla base di questi sidecar era "Warum einfach, komplizirt auch geht": ossia, "perchè semplice, va bene anche complicato"! I boxer-sidecar BMW sono stati usati dappertutto, sia nelle sabbie dei deserti africani che nei pantani dell'Unione Sovietica, spesso esageratamente sovraccaricati e talvolta costretti a trainare rimorchi. Questi sidecar erano molto ammirati (non solo tedescchi) e ricevettero i complimenti perfino da Rommel, la volpe del deserto.

    Le prime granturismo al mondo con carenatura integrale di serie nata in galleria del vento: RS ed RT

    Ma avviciniamoci a noi, e raccontiamo qualcosa che si possa toccare con mano: arrivano gli anni '70. Com'e' la situazione? "Si amplia la rete stradale europea, i motociclisti vogliono andare sempre più lontano, col massimo comfort e con abbondante bagaglio" dice Zollner del Centro Storico BMW di Monaco. Nel '76 nasce quindi la R100RS (e poi RT). Si raggiunge il fatidico limite dei 1000 cc, nasce la carenatura integrale, interamente disegnata in galleria del vento, la prima con tali caratteristiche per una moto di serie.

    Il concetto della carenatura integrale specifica per il granturismo raggiunge il suo apice con il modello RT, meno sportivo dell'RS ma ancora piu' comodo e protettivo, prorpio come dev'essere una moto che deve accompagnare il suo pilota per decine di migliaia di km. La granturismo RT, che èstata ed è una pietra miliare del turismo a due ruote, a dispetto della sua maestosità, rimaneva estremamente maneggevole e comoda. Prova ne sia che è stata per decenni la moto delle forze di Polizia di mezzo modo (dal nord Europa all'Africa, e alle Americhe). Pochi anni dopo, da una idea di Gutsche nasceva l'ormai mitica R80 G/S, che isieme alla sportiva RS, alla granturismo RT e alla classica "naked" completava il poker d'assi delle BMW.

    ...nessuno e' perfetto

    Va ben, ammettiamolo, tra tante glorie esistono anche alcuni piccoli nei: nemmeno le BMW sono perfette (ma ci piacerebbero di più se fossero perfette?). Tra le imperfezioni molti ricorderanno il cambio poco dolce e i vecchi carburatori. E' divertente scoprire la storia dei carburatori Bing a depressione, arrivati con la serie /5 del '69, che non hanno mai convinto tutti. Come mai la BMW ha "toppato" con questi carburatori? "E' colpa dei collaudatori - dicono Gutsche, Kittnell e Zollner - loro andavano sepre a manetta! E in quelle condizioni non si riscontravano i difetti che poi sarebbero emersi con i clienti nell'impiego a regimi medio-inferiori. Per sistemare le cose c'e' voluto parecchio tempo, anche perche' la Bing non e' proprieta' BMW".

    Riprendiamo pero' il discorso della RS: la BMW ha fatto sempre delle moto sportive, ma...non troppo. Eppure certi modelli (specialmente del dopoguerra) avrebbero senz'altro sopportato tranquillamente un'ulteriore... spremitura! "La vocazione BMW e' stata prevalentemente granturistica - rispondono i nostri tre esperti di Monaco - tant'e' vero che sono quest'anno, e solo per alcuni mercati, la BMW ha varcato il limite dei 100 CV che si era auto-imposta. A nostro giudizio le esagerazioni sono piu' di danno che di vantaggio, sia per il costruttore che per il cliente. E poi, diciamo la verità fino in fondo, nonostante tutti i progressi, il motore a rotazione trasversale e trasmissione ad albero non e' l'ideale per l'impiego sportivo piu' esasperato".

    ...ma non invidiamo nessuno (nemmeno i boxer 4 valvole - iniezione!)

    Per concludere, chiediamo loro un commento sul nuovo boxer. "Che dire? Tecnologicamente un bellissimo lavoro, tenendo presente che conserva l'impostazione del motore precedente. Ma peso e dimensioni sembrano eccessivi. A nostro giudizio personale, una bicilindrica, per essere pienamente godibile, non dovrebbe superare i 200 kg in ordine di marcia..."

    Ed infine Remo Turati, figlio del mitico Ettore, concessionario "storico" della BMW in Italia, cosa rimpiange del vecchio boxer a due valvole? "La facilita' di intervento durante l'assistenza tecnica. E anche la personalita' che la moto acquisiva secondo il tipo di proprietario. Diventava cioe' lo specchio del guidatore. Con i nuovi boxer questa differenza non si nota piu".

    NB: questo articolo e' una libera rivisitazione del Dossier BMW "Vecchio Boxer" apparso su Moto Ciclismo d'Epoca (numero 6/1996).


    ...4Valvole? No Grazie!  

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