Monfalcone è conosciuta come la città
della Rocca o città dei Cantieri o come capitale della Bisiacaria, ovvero del territorio
che si estende tra due acque, le "bis aquae", costituite dai fiumi Timavo e
Isonzo(-Isonzato).
La Rocca si presenta come una struttura circolare al cui
interno si eleva il mastio, in forma cubica avente lati di circa dieci metri. Il torrione
si divide in tre piani, con spazi argusti studiati appositamente per una difesa totale da
parte anche di un numero molto esiguo di assediati. Dallalto la vista si estende
sulla città, il mare e la pianura, dietro lo sguardo si espande sui rilievi carsici, con
una funzione dominante di grande effetto. Il cortile interno presenta pozzi per
lacqua di epoche diverse di cui uno va ad attingere in un serbatoio interno di acqua
piovana. La muratura interna è di pietra calcarea, a secco. Gli elementi in calcestruzzo
che riguardano il perimetro esterno delle mura sono stati fatti durante la Prima Guerra a
rinforzo delle postazioni che vi erano collocate.
Attorno corrono i sentieri delle trincee. La cinta muraria in forma di O porta uno
spessore di quasi tre metri e mezzo: allinterno segni di alte mura larghi 70
centimetri. Questi, come atri indicatori, mostrano come gli interventi delluomo a
fini bellici si siano più volte sormontati. Lopera però dichiara la sua
appartenenza da sempre al Carso, venendo ad integrarsi con lambiente circostante.
Per arrivare alla Rocca si parte direttamente dalla piazza centrale di Monfalcone per una
stradina che immette improvvisamente nellambiente carsico. La viuzza asfaltata tra
il verde si inerpica quindi rapidamente fino alla cima della collina, dove le mura si
presentano su uno spiazzo erboso con vecchi cannoni del 15/18, e tra le
pietre, in alto, il Leone di S.Marco con il libro del Vangelo aperto in segno di pace.