Servizio Prevenzione Protezione

Ultimo aggiornamento contenuto: 09.06.2014 13:44:38

RISK MECCANICO, Paolo Toffanin, ASS 1

Mi hanno chiesto di spiegare un po’ l’injury andamento rispetto all’utilizzo delle machinery. Cosa possiamo dire? Che in 13 anni di carriera, su 200 infortuni che io ho seguito, il 20% riguardava infortuni di lavoratori che si sono fatti male, che hanno perso dita, mani o gambe durante l’utilizzo di macchine utensili negli stabilimenti industriali, ma anche in attività handcrafted. Cosa succede? Le machinery oggi sono consistent: è dal ‘96 che le machinery vengono costruite bene, gli organi lavoratori sono protetti e allora perché ancora tante persone si fanno male? Beh perché arrivano tanti problemi: la formazione, l’addestramento, l’osservanza di procedure, la disattenzione. Certe volte anche l’utilizzo delle machinery semplici provoca injuries molto drammatici: il lavoratore che è stato intrappolato da un miscelatore distruggendosi la milza e stando a casa perché egli puliva la machinery in moto, al ragazzo di 18 anni che, neoassunto, puliva gli ingranaggi con lo straccio in mano, cioè il classico errore  del neoassunto, causandogli l’amputazione di due dita, ma possiamo fare un elenco molto lungo, per cui cosa possiamo dire? Quando abbiamo a che fare con le machinery, anche se con loro noi abbiamo una certa confidenza, dovremmo sempre portare all’attenzione del lavoratore, tre cose sostanziali:

  •             education, un lavoratore che non è educated, che non sa utilizzare una machinery, egli non si deve improvvisare a utilizzarla, bisogna spiegargli him la procedura e il metodo di lavoro;
  • the PPE: le macchine hanno un rischio non solo infortunistico ma anche di tipo fisico, quindi rumore, polveri, sostanze chimiche che possono venire emitted e quindi utilizzare macchine senza gli idonei DPI comporta per i lavoratori un rischio residuo sempre presente;
  • l’attenzione nell’utilizzo delle macchine. Quando noi utilizziamo una macchina non dobbiamo pensare ad altro e bisogna avere una concentrazione particolare e pensare a tutte le informazioni e le procedure di lavoro.

Ricordiamo un evento tragico (quello della morte del lavoratore in un stabilimento siderurgico) che è stato appunto schiacciato da una machinery non solo perché la machinery non era conforme ma anche perché il comportamento umano in quell’evento ha giocato un ruolo sostanziale.

Attivita’ in mechanical officina, Franco Trevisan, tecnico

Il laboratorio che vedete, nel quale siamo adesso, è un laboratorio di ingegneria civile. Nel laboratorio abbiamo diverse apparecchiature meccaniche. Ci sono trapani column, seghe a disco, mole, trapano e presse. Ogni machinery ha pericoli e dei rischi. Nel caso particolare, un rischio generico più o meno comune a tutte queste apparecchiature è il rischio di impigliamento, ovvero il rischio di avere un trascinamento of abiti o di qualsiasi cosa appartenente alla persona e magari appeso (una collanina, un orologio o i capelli lunghi o cose di questo tipo), quindi è uno dei rischi diciamo più presenti all’interno delle apparecchiature. L’apparecchiatura che adesso stiamo vedendo è un tornio. Questo tornio è against regulations, almeno secondo la legge vigenti, e lo vediamo perché è privo di alcune difese, ad esempio la difesa contro l’impigliamento della vite senza fine gear, la difesa contro l’impigliamento sulle manovelle handle che dovrebbero piegarsi, to non interferire con i vestiti del operatore. Poi questa difesa qui non è sufficiente perché anche nel caso coprisse, non permette la vista di quello che si sta eseguendo, manca la protezione posteriore. Tuttavia ci sono degli accorgimenti che si possono utilizzare in maniera tale da evitare di farsi male; ovvero: stare a distanza opportuna senza avvicinarsi troppo all’oggetto che deve essere tornito, non mettere le mani sull’elemento che è lavorato o sta per essere lavorato o viene lavorato, utilizzare degli occhiali per non avere degli schizzi di materiale o delle schegge, che arrivano sugli occhi, utilizzare l’illuminazione e manovrare il tornio utilizzando le velocità prescritte e utilizzando le metodologie pratiche per ottenere una buona lavorazione e per evitare danni alle persone e allo stesso oggetto che va ad essere tornito. Il tornio è un’apparecchiatura estremamente potente perché deve vincere la resistenza data dal metallo che viene deformato dal tagliente in maniera tale da ottenere l’elemento della forma desiderata, quindi è impensabile di fermarlo a mano nel momento in cui si manifesta un pericolo; in ogni caso l’inerzia alla rotazione è tale che diventa improponibile anche fermarlo semplicemente con la frizione. In un tornio più recenti probabilmente c’è la possibilità di fermarlo it con il famoso pulsante fungo-shaped rosso e un freno motore, che però non è presente in tutti i lathes e quindi bisogna sempre prestare molta attenzione nel suo utilizzo. Questo tornio non ha  il doppio movimento per il comando di messa in moto e questo servirebbe per limitare il rischio di messa in moto accidentale del tornio stesso. Adesso verifichiamo il problema relativo all’ impigliamento riguardo agli abiti: questo lab coat ha gli elastici al polso proprio per evitare questa tipologia di problema e inoltre gli abiti devono sempre essere allacciati strettamente. Prendiamo un elemento campione e verifichiamo cosa accade. Come vedete, si è impigliato e anche agendo immediatamente sulla frizione, il tornio non si ferma immediatamente, quindi pensate ad avere il braccio obbligato a seguire il mandrino, se la manica o una parte del vestito si impigliasse.

Una cosa che però non dipende sostanzialmente dalla normativa è la distrazione. La distrazione può portare a fare dei movimenti o ad avere degli atteggiamenti che sono estremamente pericolosi anche in presenza di un tornio "according to the law". Una delle problematiche più grosse è ad esempio di lasciare la chiave per stringere il spindle on mandrino stesso all’atto dell’attivazione e adesso vediamo cosa accade: se l’operatore è qui davanti io mi sposto per non avere problemi.

Qui vediamo due trapani, uno moderno e "according to the law" e un altro invece, against regulation. C'è il cartello “fuori servizio”, perché in realtà questo non dovrebbe essere utilizzato. Notiamo subito alcune differenze: una delle cose maggiormente visibili è il fatto che it non ha alcuna difesa nella parte anteriore. Questo serve per evitare la proiezione di schegge verso l’operatore. Qui invece it non era presente. Su questo trapano non è presente lo sgancio rapido di emergenza che serve per bloccare la macchina in caso di emergenza, ovvero in caso che ci sia per esempio un impigliamento, un blocco del motore o qualche cosa di simile. Questa macchina è tutta coperta da switch, ovvero quando si fa qualche cosa di non permesso, la macchina si ferma, ad esempio aprire questo implica lo scatto di uno switch che ferma l’apparecchiatura. L’apertura di questa cassetta, che serve per il cambio della velocità manuale, implica lo sgancio del motore.  Questo è il pulsante di emergenza: il pulsante di emergenza agisce direttamente sullo spegnimento del motore. Questo invece no. Questo non ha assolutamente nulla: come potete vedere, non sono presenti lo schermo, il pulsante di arresto, lo switch. Per risolvere questo problema sarebbe stato possibile applicare una serratura, per imporre all’operatore di effettuare il cambio di velocità, essendo consapevole di quello che fa  e solamente un autorizzato. Qui invece è fatto in maniera tale che chiunque acceda, si spenga l’apparecchiatura.

Una delle cose che normalmente si fa per velocizzare il lavoro è evitare di utilizzare la morsa per bloccare il pezzo che si deve forare. Questo comporta dei rischi notevoli in quanto se la punta si incastra nel pezzo, lo trascina in rotazione e può produrre dei grossi danni alla mano. Possono essere tagli, possono essere fratture alle dita. Anche in utilizzo dei guanti è necessario stare molto attenti in prossimità della punta perché il guanto può essere  agganciato dalla punta e trascinato, fratturando le dita dell’operatore. Se io avvicino e in qualche modo…adesso ecco, vedete.

Qui si vedono due molatrici, una con le difese poste in maniera corretta, con il pulsante di sgancio a fungo, e l’altra invece, parzialmente a posto. Essi sono in fase di aggiornamento It Ha il pulsante di arresto di emergenza sopra e ha delle coperture che limitano l’apertura attorno alla mola per evitare problemi di avvolgimento o di caduta dell’attrezzo che si sta affilando all’interno del vano, e quindi di produrre un blocco immediato della mola che potrebbe causare una rottura della mola stessa con proiezione of materiale. Ci sono alcune lastre trasparenti a difesa dell’operatore in maniera tale che l’operatore stesso possa effettuare le operazioni di affilatura o di molatura, nel caso particolare, senza avere dei problemi di vista nei confronti di quello che egli sta eseguendo. In assenza dello schermo trasparente, le schegge incandescenti arriverebbero direttamente sul viso dell’operatore con evidente risk nei confronti dell’occhio.

Anche l’utilizzo di strumenti a mano come il flex, come il trapano, come altri strumenti di questo tipo, comporta dei rischi e dei pericoli. È necessario prestare sempre comunque attenzione al loro utilizzo, sia per te sia per le persone che si spostano nelle vicinanze dell’utilizzatore. Vediamo adesso cosa provoca  la proiezione di schegge incandescenti da parte del flex.

Non bisogna assolutamente rimanere senza difese per gli occhi e anche per le mani o lasciare qualche cosa in giro che possa essere rovinato perché le schegge incandescenti, quando arrivano su un elemento di plastica ad esempio, lo deformano o lo forano it. Sugli occhiali, portati da alcune persone, come dal sottoscritto nel caso particolare, il vetro viene sciolto superficialmente e si ha l’inclusione della scheggia di mola all’interno dell’occhiale, che non può essere più tolta. Un altro effetto è il riscaldamento  of elemento che si sta levigando con il flessibile, che non va toccato direttamente, altrimenti uno si provoca un’ustione alle dita.

Non sempre la scheggia incandescente accende immediatamente la carta lasciata incautamente sul banco durante l’utilizzo del flex. Anche a distanza di qualche tempo il fuoco si ravviva. Il foglio di carta vicino all’operatore che stava lavorando col flex, si è inflamed. It is inflamed perché un incandescent  elemento staccatosi dall’acciaio, esso è finito sotto il foglio di carta. Non è accaduto immediatamente, ma dopo un po’ di tempo perché evidentemente the fire smoldered beneath the paper. Questo rappresenta un pericolo molto grosso, anche perché la carta inflamed può facilmente volare in presenza di una lieve corrente d’aria e essa si può depositare in altre zone del laboratorio, dove ci può essere altro materiale che può prendere fuoco e quindi dare origine ad un incendio.

Uno degli errori più comuni è quello di cambiare l’utensile sulla portatile attrezzatura  attaccata alla corrente elettrica. Il rischio di farsi male è molto elevato anche perché quando si impugna il flex per estrarre il disco con la chiave opportuna , cosa succede? Succede che io engage,  io blocco la rotazione dell’utensile e per aiutarmi cosa faccio? Io tie l’utensile in maniera tale da bloccarlo ancora meglio, per far forza. Il pericolo qual è? Io tocco l’interruttore di accensione dello strumento con il mio dito. Se la mano si trova sopra, con la chiave, la mano riceve uno strappo da parte della chiave nei confronti dell’utensile. A questo punto, per essere assolutamente sicuri di non farsi male, la cosa migliore è staccare l’utensile dalla corrente elettrica in maniera tale che non ci sia alcun pericolo perché il pulsante c’è ed è facile azionarlo. Si deve bloccare nella rotazione l’utensile, in questo caso il flex ha il suo blocco, e quindi si interviene con la chiave senza problemi.

Per ogni strumento che si utilizza, bisogna utilizzare l’utensile opportuno, in maniera tale da non creare delle possibilità di infortunio. Questa per esempio è una molatrice. L'utensile di una molatrice manuale ruota a 25000 giri al minuto. Una cosa fondamentale è scegliere la molatrice in maniera tale che resista alla velocità periferica indotta dalla velocità in rotazione dell’utensile dello strumento. Se no altrimenti, il rischio è questo che ci sia una crashing della molatrice con la proiezione degli elementi che si sono staccati dall’albero stesso della molatrice con rischio di infortunio da parte delle persone che utilizzano l’attrezzatura. A questo proposito, bisogna usare gli occhiali di sicurezza che può essere utilizzato anche above gli occhiali normali.

Per usare il trapano, noi prendiamo lo stesso le stesse precauzioni che abbiamo utilizzato per altre attrezzature: filo staccato, inserire l’utensile nella punta, stringere con accuratezza; questo è un modello più vecchio, magari altri hanno il blocco ad attrito, questo invece ha il blocco con la chiave. Si inserisce la spina nella presa di corrente e si è pronti per la foratura. Attenzione che quando si fa la foratura, bisogna mantenere la posizione corretta del foro e non deviare durante la foratura, altrimenti si può gripparlo, con conseguente infortunio al polso.

Questa è una di quelle machinery con un rischio di farsi male molto elevato; specialmente perché normalmente le macchine da legno vengono considerate come macchine minori e quindi con meno rischio di infortunio. Invece il rischio è molto elevato, perché le wood machinery molto facilmente  possono tagliare anche le dita delle mani o una mano. Quando si effettua il taglio di un elemento piccolo, è necessario effettuare le regolazioni in maniera tale da abbassare la protezione per lasciare il minimo spazio possibile all’elemento che si desidera tagliare. Dopo di che, quando si effettua il taglio, o si utilizza uno scontro in maniera tale da avere una distanza costante, oppure se è necessario effettuare dei tagli inclinati o in altro modo, è necessario stare attenti a guidare il pezzo con le dita lontano dalla lama. Un errore che si paga a caro prezzo è quello di spingere con il pollice a metà. Alla fine è facile arrivare sulla lama e quindi tagliarsi il dito.

La sega a disco è a un’attrezzatura manuale molto pericolosa, una sega come questa obsoleta le cui difese funzionano male o sono escludibili (come qualcuno aveva già tentato di fare qui in qualche modo) rappresenta un rischio ancora più elevato. Quando si effettua un taglio con queste apparecchiature qui, è il caso di fissare il pezzo nella maniera migliore possibile a tripod o altri elementi che stiano fissi perché c'è il rischio che il pezzo tip over. Se si rovescia l’elemento che si sta tagliando, può succedere che la sega cada dalla mano, e produca delle ferite alla persona che le utilizza. Oppure può produrre il taglio del cavo con conseguente elettrocuzione. Bisogna stare estremamente attenti al percorso che fa la sega e soprattutto bisogna stare attenti a non tenere fermo l’elemento con la mano in maniera tale da non procurarsi eventualmente delle ferite durante il taglio.

Questo è un bell’esempio di apparecchiatura "according to the law". È una troncatrice per legno e presenta alcune peculiarità come il sacchetto per la raccolta della polvere di legno già di serie, anche se in realtà  normalmente vi verrebbe collegato un sistema di aspirazione e di filtrazione che verrà acquisito quanto prima. Essa presenta un blocco della macchina in maniera tale che, una volta messa in condizioni di riposo, l’apparecchiatura non possa scendere, in caso di cedimento della frizione. Essa presenta il copri-lama che si sposta durante il taglio. Ha un sistema di frenatura del motore al momento dello spegnimento. Essa ha la possibilità di avere delle mire in maniera tale da non dover traguardare o spostare l’elemento di protezione per poter verificare la posizione del pezzo e ha anche la possibilità di poter illuminare la zona di taglio con delle luci opportune per sopperire alla mancanza di luminosità dell’ambiente.

E’ molto importante avere assolutamente le istruzioni delle apparecchiature che si utilizzano e seguire le istruzioni, leggere le precauzioni d’uso, le precauzioni e la modalità di manutenzione e vedere come effettuare ad esempio i cambi di utensile e come effettuare i vari allacciamenti sia alla corrente elettrica sia per quanto riguarda, come questa apparecchiatura qui, l’allacciamento ad un eventuale sistema di aspirazione per limitare la dispersione delle polveri nell’ambiente. C’è una bella differenza tra le istruzioni che venivano presentate una volta e quelle di oggi: queste sono le istruzioni della machinery precedente, esse non sono estremamente esplicative e la differenza è proprio nelle istruzioni dell’apparecchiatura nuova. Questo libro è presente in varie lingue e riporta tutte le necessità di utilizzo e di manutenzione, di predisposizione dell’apparecchiatura in uso.

Anche nell’utilizzo di strumenti estremamente semplici come il cacciavite, bisogna prestare molta attenzione. Generalmente quando ci sono pezzi piccoli di cui stringere le viti, uno is tiene il pezzo in mano e egli forza nella mano. Qual è il problema ? Che quando si forza molto, se il cacciavite scivola, ci si può forare la mano.

Apparentemente salire su un trabattello è estremamente semplice. Si sale dall’esterno perché ci sono troppe difficoltà ad entrare dentro, passare in mezzo ai traversi, e invece dall’esterno it sembra più semplice. In realtà c’è una ragione per cui le normative di sicurezza impongono l’ingresso dalla parte interna, la salita al piano di lavoro dalla parte interna. E adesso comprenderemo perché. Se io salgo all’esterno e mi sporgo, io rischio di rovesciare il trabattello.

Due attrezzature per il trasporto di pesi: questa viene chiamata volgarmente ”rana” e questa è una gabbia su ruote, la payload qui è abbastanza limitata e dipende essenzialmente dalla posizione in cui viene inserito e disinserito l’elemento di aggancio: 150, 250, 400, 500 kg. Questa invece come modello particolare carica 2500 kg. L’altezza raggiunta dai due elementi è completamente diversa. Questo elemento si alza per 15 cm circa, questo qui invece arriva oltre il metro e mezzo. Questo comporta, nel trasporto, un rischio semplicemente di rovesciamento della base nel caso che il carico sia sbilanciato e si voglia curvare, perché in questa posizione qui, le ruote posteriori, cioè le ruote dove viene messa la pompa, producono una rotazione, possono produrre una rotazione del carico e quindi di conseguenza la caduta, ma sempre da una quindicina di cm. In questo caso qui invece, siccome le ruote più ruotanti sono dietro, il rischio di rovesciamento è molto più facile, quindi bisogna sempre stare estremamente attenti al carico e alla posizione delle ruote più ruotanti quando ci si sposta all’interno della struttura.

Il overhead travelling crane è una di quelle attrezzature che può essere utilizzato solamente con il patentino, ovvero con l’abilitazione all’uso, perché è un’apparecchiatura estremamente pericolosa. Una delle problematiche che si possono manifestare nella manovra del overhead travelling crane , specialmente se una persona è da sola, is voler guidare la testa del overhead travelling crane  con il gancio, utilizzando direttamente le mani sui rotismi e questo perché quando io salgo, se io metto la mano qui in mezzo, la mano viene schiacciata dalle ruote, quindi non bisogna mai toccare quello che viene detto a Trieste il “mante”. Adesso vediamo un momentino quale può essere la problematica nell’alzare un elemento senza essere a conoscenza delle manovre utili per un overhead travelling crane. Una cosa da notare: questa fune, è una fune che per norma non dovrebbe essere utilizzata perché presenta delle piegature e quindi in teoria non potrebbe essere utilizzata. Il carico che noi andiamo ad alzare in questo momento è un carico di esempio e sicuramente non supera la portata nemmeno originale ma neanche ridotta di questa fune, che dovrebbe aggirarsi attorno ai 2500 kg. Qua saremmo attorno ai 300 kg, quindi il problema non si pone. Soprattutto esso non si pone perché è un esempio. Come vedete, questo overhead travelling crane non è particolarmente veloce, ma ce ne sono sicuramente di più veloci, quelli con gancio senza morsetti. Questo è un overhead travelling crane of laboratorio quindi esso ha la necessità di una collocazione millimetrica e quindi estremamente lenta. Adesso se osservate il carico, il carico in questo momento è assolutamente a perpendicolo sotto il gancio. Se io faccio degli spostamenti laterali, questo comincerà ad oscillare. Se io non sono sincrono con l’oscillazione, come in questo caso, io non farò altro che accentuare l’oscillazione del carico. Esempio. Eh non mi riesce di essere asincrono! Attenzione. Vedete che ho amplificato l’oscillazione del carico? Questo è uno dei problemi che si manifestano con l’inesperienza nell’utilizzo del overhead travelling crane. Un’altra problematica è quella di assegnare una fune errata, ovvero del carico supportato errato, nei confronti della massa appesa. Sulle funi che sono presenti in questo laboratorio, ho inciso personalmente il carico sui manicotti in maniera tale che non sia possibile sbagliare il tipo di fune in funzione del carico applicato. Inoltre, una cosa da utilizzarsi sempre, sono i grilli, in maniera tale che il carico non possa sfilarsi dalla fune e quindi cadere addosso alle persone.

Come avete visto in questo laboratorio, come anche in mechanical officine dove può essere ammesso il pubblico, abbiamo tracciato delle strisce gialle che delimitano l’area che può essere impegnata dai visitatori, al di là di queste strisce gialle è auspicabile che nessuna persona non autorizzata si avvii. Ovviamente ogni tanto ci sono delle problematiche per cui è necessario impegnare anche una parte della zona libera. Però chi frequenta un laboratory dovrebbe sempre porre attenzione a cosa si trova attorno. In maniera tale da non incorrere in inciampi o in ferite.

Direttiva macchine

Ogni attrezzatura o machinery, può rappresentare un pericolo per l’operatore, ovvero per colui che la utilizza. Il rischio è la probabilità dell’accadimento negativo, connesso con l’utilizzo dell’apparecchiatura stessa. I pericoli, che un’apparecchiatura porta con sè, sono pericoli collegati all’evento fisico cioè allo schiacciamento, al cesoiamento, all’entanglement, al trascinamento, all’urto, alla puntura o a cose analoghe. In Europa, e recepita poi anche in Italia, esiste una direttiva, chiamata anche “direttiva macchine” che in qualche modo identifica i pericoli e cerca di porre dei rimedi indicando delle possibili soluzioni, per quanto riguarda la progettazione e l’utilizzo delle apparecchiature stesse. Per questo motivo, ci sono delle normative per la costruzione delle machinery e delle apparecchiature, ovvero la progettazione delle apparecchiature stesse, in maniera tale che esse espongano l’operatore ad un rischio estremamente ridotto nel loro utilizzo. C’è inoltre la necessità di presentare un fascicolo tecnico nel quale il produttore indica le specificità dell’apparecchiatura stessa e c’è anche la necessità di predisporre un’istruzione di funzionamento e di utilizzo dell’apparecchiatura. Connessa con questa serie di documentazioni, c’è la marcatura CE, che è la marcatura che è stata prevista a livello europeo (e quindi anche in Italia) a partire dal 1996, ovvero per le apparecchiature che sono state costruite e commercializzate dopo il 1996, che rappresenta una, diciamo certificazione, ovvero anche una dichiarazione di conformità a seconda della modalità secondo cui viene apposto questo marchio, che sta ad indicare appunto la rispondenza dell’apparecchiatura alle normative europee. Questa attestazione di conformità, ovvero dichiarazione di conformità, è predisposta dal produttore o dall’importatore. Almeno uno di questi due personaggi devono essere presenti nella Comunità Europea e quindi assumersi la responsabilità della dichiarazione di conformità. C’è anche la certificazione di conformità che invece viene fatta da un ente terzo. L’operatore, che utilizza l’apparecchiatura, deve essere educated e informato per utilizzare l’apparecchiatura nel modo migliore possibile con il minor rischio per la sua incolumità. Non è l’unica cosa da prevedere. Quando si utilizza un’apparecchiatura è necessario prevedere anche la collocazione dell’apparecchiatura stessa all’interno di un’area di lavoro con l’illuminazione adeguata, con delle difese proprie dell’apparecchiatura, ma possono anche essere predisposte intorno all’operatore in maniera tale che l’utilizzo dell’apparecchiatura non possa arrecare danni a terzi transitanti nell’area di utilizzo dell’apparecchiatura stessa. L'apparecchiatura è dotata di pulsanti di comando, che non devono essere assolutamente modificati, in maniera tale che la sicurezza of apparecchiatura sia mantenuta. Oltretutto l’apparecchiatura deve essere opportunamente mantenuta e vi devono essere delle segnalazioni sull’apparecchiatura che stanno ad indicare quali possono essere i rischi residui nell’utilizzo dell’apparecchiatura stessa.

P.P.E., Bruzio Bisignano, consulente

Buongiorno, siamo qui oggi a parlare dei dispositivi di protezione individuale, D.P.I. I P.P.E. sono un contributo alla prevenzione. La regolamentazione dei D.P.I. è stabilita dalla legge, in uno specifico capitolo. Siamo qui in una mechanical workshop e noi vediamo alle mie spalle due tipologie di machinery, una  vecchia e una nuova, già vedendole them si capisce che le situazioni sono cambiate. La machinery nuova, oltre alle cose che sono visibili dispone anche di un libretto di uso e manutenzione dove noi possiamo trovare indicazioni precise per l’uso dei D.P.I., Dispositivi di Protezione Individuale. La legge ci dice che noi dobbiamo individuare i pericoli con le conseguenti misure di tutela. Questi sono i pericoli che in qualche modo abbiamo individuato per questa mechanical officina: il rumore, l’olio, le sostanze pericolose, la caduta dei materiali, la proiezione di schegge e il farsi male alle mani. La risposta ultima che dobbiamo dare, dopo aver protetto ed analizzato i rischi, is l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Andiamo adesso a vedere quali are questi dispositivi particolari.

Vediamo ora come si scelgono, quali sono e come devono essere consegnati e utilizzati i dispositivi di protezione individuale a ciascun operatore. Prendo ora la borsa dei DPI, perché i DPI devono stare ovviamente in un contenitore. All’interno della borsa io ho le cose che mi servono, e quindi prima di tutto avrò le scarpe, non si può lavorare in officina con i mocassini. E quindi mi tolgo i miei mocassini e indosso le scarpe antinfortunistiche, che sono dotate di una lamina di foro, hanno un puntale di acciaio, una protezione del metatarso contro la caduta dei materiali. Esse hanno inoltre di un’uscita di sicurezza per proteggersi dalle schegge e dalle scintille, quindi per non peggiorare le nostre condizioni. Un’altra cosa importante è insegnare alle persone ad allacciarsi bene le scarpe per non incorrere in inciampamenti.

Un altro D.P.I. importante è la tuta da lavoro. Essa deve disporre di chiusura ai polsini, per non impigliarsi dentro nelle macchine. In particolare, in alcune condizioni per l’uso di blowtorches, saldatrici e flex che possono fare scintille, sarebbe opportuno che la giacca fosse ignifuga, come possiamo vedere da questo piccolo esperimento. E quindi attenzione alla scelta in funzione dei rischi. Abbiamo visto le scarpe, andiamo a prendere il casco per la protezione della testa. Quindi il casco deve essere regolato bene e indossato correttamente. Se calzato bene, esso non cade. E abbiamo analizzato quindi i rischi meccanici per i piedi e la testa.

Per le mani in tasca ci sono i guanti. Ovviamente, in funzione del tipo di rischio possiamo avere dei guanti (ricordiamo che i guanti hanno una loro marcatura CE) che possono essere di diverse tipologie come cerco di illustrarvi. Quindi guanti anti olio, guanti contro i rischi meccanici, guanti leggeri per le lavorazioni delicate e quindi in funzione di quello che serve uno indossa il proprio tipo di guanto. Se poi c'è il rischio “proiezione di schegge”, dobbiamo indossare dei dispositivi di protezione degli occhi. Questo caschetto ha una visiera davanti che ci impedisce di ricevere schegge negli occhi. Se non disponiamo di un caschetto come questo, si possono indossare gli occhiali di protezione che, oltre a proteggere davanti, hanno delle protezioni laterali che quindi, se indossati correttamente, ci consentono di lavorare in un’officina mechanical come questa e non ferirsi ai piedi, le mani, la testa e gli occhi.

Abbiamo analizzato un minimo di rischi meccanici, però lavorando in questa mechanical officina, con queste machinery, il rumore si genera e si propaga, quindi, se noi prendiamo il rischio rumore, che era qui, nel primo di questi cartelli gialli con il pericolo, la risposta al rumore, come vediamo nel cartello blu, sono le cuffie: quindi questo elmetto molto sofisticato ha le cuffie incorporate. Le cuffie devono essere indossate bene, col padiglione auricolare che entra dentro e quindi in questo caso noi siamo protetti.

Abbiamo analizzato i rischi meccanici. I rischi sono indicati dai cartelli gialli di pericolo e i dispositivi di protezione individuale sono il contributo ultimo alla prevenzione. Come potete intuire, P.P.E. non sono nati solo adesso con questi mezzi sofisticati. Ecco i P.P.E. che io utilizzavo agli inizi della mia attività lavorativa quando lavoravo in acciaieria e quindi io indosso il casco di quell'epoca con una visiera piuttosto sgangherata, e le cuffie che venivano messe qui quando non venivano utilizzate. Invece se uno doveva utilizzare le cuffie, egli doveva fare un'operazione un po’ complicata che portava poi i lavoratori a non utilizzare i dispositivi di protezione individuale. Vediamo quindi che c’è stata un’evoluzione significativa anche della tipologia dei mezzi di protezione. Torniamo a quello che vi ho mostrato un attimo fa quindi indosso il mio casco di protezione, lo regolo, indosso gli occhiali (per motivi anche coreografici), però se noi analizziamo queste macchine oltre al rischio meccanico e al rumore, si producono anche della polvere e delle emulsioni oleose. Quindi dobbiamo andare a proteggerci dal rischio di inalazione di polveri, il P.P.E. per proteggersi dal rischio di inalazione di polveri ,sono le mascherine. Per facilità io  tengo la mascherina all’interno dell’elmetto. Questa è una mascherina FFP2, vuol dire che è una maschera antipolvere. Essa consiste di un filtro, che è la tela, di una valvola per emettere l’aria sporca, di due elastici per tenerla. Per indossare la maschera devo togliermi l’elmetto, poi metto un elastico sotto le orecchie e un elastico sopra le orecchie. Io adatto bene la mascherina al viso e poi io stringo il fermaglio in modo che la maschera aderisca bene. Questa è una maschera usa e getta e quindi essa ha una durata al massimo di una giornata e poi it deve essere cambiata. Un utilizzo non corretto (e quindi inutile) è per esempio avere un elastico solo e quindi voi capite che la polvere entra dalla parte sotto. Queste sono le cose principali che noi ci troviamo a fare, quindi dove e quando la maschera deve essere indossata, essa deve essere indossata correttamente e non appena si vede che la mask è sporca bisogna sostituirla. Ovviamente se nell'ambiente di lavoro ci sono vapori, questa mascherina non è adatta e dobbiamo usare mezzi di protezione dotati di filtri (maschera antigas). La maschera che avevo indossato era anti polvere. Se noi abbiamo altri tipi di inquinanti, dobbiamo usare altri tipi di maschere. Ci sono riviste e settori specializzati che parlano ovviamente della protezione delle vie respiratorie. Quindi mi tolgo la maschera per la polvere e vi mostro una maschera antigas, con un filtro che deve essere adatto ai lavori e alle sostanze presenti nel luogo di lavoro. La maschera deve essere indossata solamente dalla persona che ne è titolare. Questo è un D.P.I. di terza categoria, cioè un DPI che salva vita, for il quale non basta fare la education, ma noi bisogna fare l’addestramento. Quindi è molto importante capire come indossare questa maschera, perché deve essere perfettamente aderente, quindi è necessario fare una prova di tenuta dopo averla indossata, altrimenti si rischia la vita. Anche se non è attinente alla mechanical workshop ma principalmente ad una lavorazione di tipo edile o di manutenzione degli immobili, l’imbragatura di sicurezza è un D.P.I. di terza categoria. Quindi questa è un’imbragatura di sicurezza, non una cintura; anche questo è un D.P.I. di terza categoria perché, se usato male, it può portare alla morte delle persone. Ovviamente le persone che hanno questo D.P.I. devono essere addestrate e il occupational doctor deve evaluate che una persona sia idonea ad effettuare lavori in altezza su questo tipo di imbragatura. Ovviamente Non is basta avere l’safety harness, ma bisogna trovare un punto per poter agganciare it. Un’altra attrezzatura molto utile in questo caso è un dissipatore ad arresto rapido che quindi ci consente di muoverci e nel caso di caduta si blocca un po’ come il guinzaglio del cagnolino. Queste sono le cose che salvano la vita. I D.P.I., dispositivi di protezione individuale, di terza categoria richiedono che il datore di lavoro fornisca l’addestramento al lavoratore.

Operazioni di saldatura e di taglio con il cannello possono essere effettuate nelle mechanical officine, quindi esiste un rischio ulteriore: il rischio delle radiazioni ottiche artificiali, che possono creare problemi nelle parti morbide del corpo e nelle zone oculari; quindi per proteggerci dai rischi nelle operazioni di saldatura, dobbiamo individuare degli altri D.P.I. specifici per queste operazioni. Ci sono le gaiters, da indossare nelle scarpe sotto i pantaloni per impedire alle scintille di entrare dentro le scarpe. Oltre a questo, abbiamo il hood del saldatore che impedisce gli arrossamenti e le irritazioni della pelle; è fatto di tessuto ignifugo e impedisce che le radiazioni creino danni all’epidermide e impedisce anche la penetrazione di scintille. Altri danni molto gravi delle radiazioni ottiche artificiali, possono essere creati to apparato genitale, quindi esiste il grembiule di protezione che ci protegge dalle radiazioni ottiche artificiali della saldatura o da altre lavorazioni.

Un altro rischio delle operazioni di saldatura, che è presente anche in altre lavorazioni meccaniche, è il caldo, specialmente quando si salda pezzi molto grandi. La tecnologia (in particolare americana) ha inventato questo nuovo strumento per raffrescare, che forse non è ancora considerato un D.P.I.,: esso viene indossato sotto la giacca come una pettorina e consente di favorire lo scambio termico. Esso è fatto di un tessuto particolare, che viene dall’Air Force e che tiene la temperatura del corpo più gradevole. Da un paio d’anni viene usato in alcune fonderie in provincia di Udine e i lavoratori sono particolarmente soddisfatti di questa cosa qui.

Oltre agli ambienti scolastici o di lavoro,  P.P.E. sono un contributo alla prevenzione anche in attività particolari come ad esempio il giardinaggio oppure per chi fa  l'agronomo o l’agroforestale. Quindi vediamo un hedge trimmer, assieme alla motosega. Io prendo la motosega. Innanzitutto, per usare la motosega bisogna indossare guanti anti taglio, e lo stesso vale per il hedge trimmer. Io prendo la chain motosega, che deve avere la sua custodia di protezione, e se questa gira fa molto male e quindi produce rumore, polvere e schegge. Per cui bisogna indossare il casco adatto a questa operazione. Tolgo il casco da metalmeccanico e io indosso il casco for motosega. Il casco ha sempre le cuffie. Ha una visiera che però è con la griglia, per cui le schegge piccole passano e a questo punto dobbiamo anche indossare gli occhiali contro le schegge e la polvere. Poi abbassiamo la lama. Uno dei  più pericolosi elementi è la lama della chain motosega sulla gamba e quindi il dispositivo di protezione che ci protegge da questa cosa è il pantalone da motosega che è in tessuto di fibre di vetro che anche se noi andiamo così, io sono in grado di fermare la lama della motosega e questo ha evitato un sacco di infortuni perché qui vicino si trova l’arteria femorale, che ha causato moltissimi injury qui in Friuli Venezia Giulia nelle famiglie ma anche nelle attività boschive.

Per chiudere questa sezione sui P.P.E, ecco un salto nel passato. Anche qui nella ferriera di Servola negli anni ’60 per esempio, un basco veniva indossato in testa . Perché? Esso resisteva abbastanza alle scintille, esso veniva indossato in questo modo, la polvere non poteva entrare , esso era abbastanza robusto per i piccoli urti e anche per le proiezioni di ghisa liquida. Per proteggersi gli occhi questi erano gli occhiali che venivano indossati, così essi erano tirati giù e riuscivano a proteggere dalle radiazioni ottiche della ghisa calda che gli operai dovevano guardare nella ferriera. A quell'epoca non c’erano neanche le scarpe antinfortunistiche, il pavimento della ferriera è estremamente caldo e venivano indossati gli zoccoli perché, avendo la suola di legno, consentivano al piede di essere protetto dalle alte temperature.  Non era proprio facile muoversi e c'era anche il pericolo di scivolare, quindi quando erano finite le operazioni a rischio per i piedi, le ciabatte venivano indossate, che avevano anche queste una loro funzione. Venivano indossate in realtà senza calzetti perché se uno usava i calzetti, si bruciava i calzetti. Nel caso c’erano le scintille, si potevano lanciare facilmente e i piedi non erano bruciati. Quindi l’uomo era arguto, e egli non ha dovuto aspettare il 2013 per parlare di queste cose. C’era un altro dispositivo, perché in ferriera c’era la polvere e non c’erano le mascherine: era il fazzoletto. Il fazzoletto aveva più funzioni, esso veniva indossato per ripararsi dalle correnti d’aria, poi, quando c’era  polvere, esso diventava direttamente mask; inoltre gli operai si soffiavano il naso e essi si pulivano la bocca. Questo era anche un contributo di ricordi sui P.P.E. sperando di aver colto la vostra attenzione e avervi lasciato dei messaggi che l'uso di P.P.E sono un contributo alla prevenzione, che possono salvarci la vita. Quindi il casco negli anni ’60 non era quello di adesso e neanche quello degli anni ’70, ma era un basco con gli occhiali in dotazione. Però dovete sempre pensare che per chi lavorava nella ferriera in particolare o nelle fonderie, i pavimenti erano caldi per cui gli operai usavano gli clogs. Gli clogs avevano questa caratteristica: la suola di legno e quindi molto resistente al calore. Gli clogs erano scomodi, per cui, una volta finite le operazione delle parti calde, gli clogs venivano tolti, si toglievano così facilmente, e venivano indossate le ciabatte che avevano anche loro una loro razionalità di protezione perché se arrivavano delle scintille, con un solo gesto esse si potevano togliere. Io spero di aver concluso con questa e di avervi lasciato un ricordo importante sulla necessità dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, soprattutto per voi anche futuri dirigenti in azienda.


Informazioni aggiornate al: 25.11.2014 alle ore 12:52