Servizio Prevenzione Protezione

Ultimo aggiornamento contenuto: 09.06.2014 13:33:27

Bonetta

Sono stato studente anch’io, tanti anni fa purtroppo, e devo dire che le regole in tema di sicurezza una volta non venivano determinate né applicate. L’investimento che tutti gli studenti possono fare in questo momento rispetto alla frequenza universitaria è importantissimo: esso riguarda la cultura, il diritto di cittadinanza, il essere consapevoli, di avere la fortuna di investire per il vostro futuro, di poter diventare agenti attivi nella vita di tutti i giorni e di poter partecipare in maniera concreta al miglioramento della nostra società.

Le norme sulla sicurezza sono fondamentalmente riducibili a questo: una possibilità  concessa to improve il modo in cui si vive in ambito lavorativo, in ambito operativo di qualunque tipo e di conseguenza anche nell’ambito dello studio. L’università di Trieste,  e l’università in generale, è un bene pubblico, dobbiamo essere orgogliosi di poter disporre di queste possibilità di miglioramento della nostra vita.  Vivere in un ambiente pubblico significa anche mantenerlo, conservarlo e, per quanto possibile, migliorarlo, per cui l’iniziativa di sviluppare una education specifica in tema di sicurezza è importantissima.

Può sembrare strano per le persone che cominciano la vita “seria” di occuparsi di questi temi e di ascoltare una persona di 53 anni che parla sulla safety, però vi posso assicurare che, avendo provato questi aspetti e avendo anche subito le conseguenze negative del mancato adempimento delle norme sulla sicurezza, prestare attenzione a questi temi è fondamentale. Può permettere a tutti, non solo alla struttura universitaria, ma anche a voi stessi un miglior modo di vivere e di sviluppare la propria vita negli anni seguenti.

Ci sono tanti temi da sottolineare: sicuramente la struttura architettonica e la configurazione degli spazi che voi frequentate in the università sono importantissime : ovviamente i tecnici preposti definiscono tutte le attenzioni possibili a permettere una frequenza ed una fruizione degli spazi adeguata.

Pensate ad esempio about aspetti della vita di tutti i giorni: l’informatica, l’uso dei terminali e dei telefonini sono ormai diventati una parte sostanziale della vostra vita. Ormai l’uso dell’information technology è ormai diventato un aspetto di which si pensa di non poter fare a meno, e proprio per questo non si pensa ai rischi che ci possono essere connessi a una cosa semplice come l’uso dei telefonini ovvero l’uso dei videoterminali.

I videoterminali: quando studiavamo noi, non esistevano i computer, oggi fortunatamente voi avete la possibilità di fruire di questi beni che vi aiutano nello studio e vi permettono di fare tante altre cose che tutti noi conosciamo. Ricordiamoci però che ci sono delle regole ben precise sull’uso dei videoterminali: l’illuminazione, il posizionamento del video rispetto alle fonti luminose.

A 20, 30 anni (io spero per voi che vi laureate prima dei 30 anni), non si pensa alle conseguenze, per cui la capacità di avere una corretta postura davanti al videoterminale o una inclinazione del video adeguata alle regole, che chiunque li usa può spiegare (i vostri stessi professori all’università vi possono aiutare), è fondamentale per garantire a voi la possibilità di vedere bene e di non assumere rischi per la salute che sono molto particolari.

Essi sono il comune mal di testa, lo stress, i difetti visivi. Sono tutti conseguenze reali che in tanti casi si è portati a dimenticare, all'età di 20 anni si ritiene di essere quasi invincibili. Vi assicuro che non siete invincibili, anzi avete la necessità di pensare attentamente adesso a quello che sarà il vostro futuro. Oltre a questo la postura è importante, di come state seduti, di come vi ponete di fronte ai video. Bisogna sedersi in modo da assumere una corretta postura della schiena e dell’appoggio  e di non usare le braccia in maniera impropria: quando si scrive ad esempio con il  computer è necessario utilizzare le mani e appoggiarle al piano di lavoro evitando an improper use of the mani. L’accumulo di tempo passato davanti al computer, oggi necessario per lo studio, è scorretto. Dopo  due ore di utilizzo del computer ci dovrebbe essere una pausa di circa una mezzoretta [ndr 15 minuti, in base all’art. 175 del D. Lgs. 81/08];  è un fattore molto importante che forse non è ben compreso e non è ben conosciuto da voi, però è necessario che ve lo ricordiate. Tante volte abbiamo la cattiva abitudine di collegare queste macchine alle prese di corrente in maniera superficiale. Molte persone sono inciampate in cavi elettrici abbandonati senza una corretta copertura e una corretta protezione. La protezione non può essere attuata preventivamente in tutti i casi, bisogna capire che un’azione di prevenzione e di attenzione può evitare di passare del tempo in un ospedale per un infortunio provocato da una disattenzione. Questo è un aspetto che viene tante volte understimate anche da chi ha cariche di responsabilità.

L’utilizzo delle fotocopiatrici: le photocopiers  rilasciano una specie di gas, di cui sinceramente non conoscono il nome, ma che sembra essere nocivo. Gli ambienti dove le  fotocopiatrici vengono utilizzati in maniera massiccia devono essere correttamente areati. In molti casi l'argomento dell'aerazione viene sottovalutato, sia nel momento invernale perché c’è troppo freddo all’esterno, sia nel momento estivo perché siamo ormai abituati all’uso dei condizionatori.

Una delle regole base di prevenzione riguarda l'areazione degli spazi collettivi: aule di studio o certi spazi dove si fuma. Non aerarli diventa veramente dannoso, specie per  chi non è abituato a questi agenti, per cui sottolineo l’attenzione all’aspetto dell’aerazione perché viene assolutamente sottovalutato e anche poche volte segnalato.

L’aerazione è legata al rischio biologico. La vita sociale, specialmente nell'università, è un aspetto centrale, forse qualche volta prevalente rispetto allo studio. Vivere assieme è bellissimo, ma comporta dei rischi.  A parte  i rischi da trasmissione sessuale (su cui siete già informati), ci sono tanti batteri nell’aria. Se essi sono opportunamente prevented si possono evitare delle conseguenze molto gravi.

Il collegamento tra aerazione e il lavarsi the mani. Il fatto viene evidenziato solo in presenza di evidenti infezioni . Però lavarsi le mani dopo essersi puliti il naso, dopo aver starnutito, dopo aver mangiato, dopo essere stati al bagno è un fatto di minima educazione e forse viene sottovalutato da tanti di voi. Vi posso assicurare, sempre e purtroppo per esperienza diretta, che infezioni molto gravi sono state evitate evitando la trasmissione di questi batteri e di questi agenti patogeni.

Il corretto uso dei bagni è un altro aspetto che mi porta a dire che c’è una certa dose di immaturità e di maleducazione in tante persone: questa maleducazione ha conseguenze sulla persona che va nel bagno dopo di voi e che trova  involontariamente in situazioni (che non preciso per decenza) che sono fonte possibile di infezioni notevolissime.

Voi vivete assieme, è bellissimo vivere tanto tempo assieme in ambito sociale, dunque pensare qualche volta a questi aspetti vi può aiutare ad evitare delle problematiche molto gravi, sia per voi che per gli altri. In questo senso ci sono tante regole relative all’applicazione delle norme sulla sicurezza che non vengono rispettate, tante volte anche dalle persone che sono definite o “datori di lavoro” o “supervisors” o “safety operator ”.

In caso di incendio le porte tagliafuoco evitano la propagazione delle fiamme e garantiscono per un tempo che va dai 30 minuti alle 2 ore la possibilità di stare in un luogo sicuro. Condizione fondamentale è che le porte possano chiudersi in caso di incendio . All'università, ma anche in altri luoghi pubblici e privati, talvolta queste porte tagliafuoco sono mantenute aperte (es. con un piece of furniture). Ho visto ciò anche in un ospedale; voi pensate che grado di inconsapevolezza ci sia. Provate a pensare a questi aspetti, perché finire bruciati perché c’è magari un mobiletto lasciato davanti ad una porta tagliafuoco, vi assicuro che non è piacevole. Ugualmente è una cattivissima abitudine quella di accumulare vari effetti davanti  agli idranti, o di asportare cartelli considerati inutili ma that permettono di avvertire le persone dei pericoli presenti e di fare attenzione agli obblighi e alle necessità che permettono di evitare problemi. Qui stiamo parlando di evitare dei problemi. Voi dovete essere in qualche maniera consapevoli di questo aspetto. La maturità è un aspetto molto particolare che non è facile da determinare. Io stesso mi sento immaturo e spero di migliorare sempre. Però ricordatevi che è necessario fare attenzione a questi aspetti.

L’università si compone di spazi molto diversificati: ci sono spazi chiusi (stanze, aule) e ci sono molti spazi aperti, anche negli spazi aperti sussistono grossi problemi che vanno in qualche maniera considerati. La possibilità di rendere fruibili le scale o i giardini, la possibilità di evitare situazioni di pericolo legate alla presenza per esempio di lavori in corso che sono o mal segnalati o a to cui non si presta attenzione. Finire in un buco o finire contro una macchina da scavo vi assicuro che non è piacevole La vostra attenzione deve essere focalizzata anche sulle signs, e non considerarli inutili "a priori". Bisogna considerare anche che, se c’è un divieto di accesso, esso avrà una motivazione. Molte volte ci si ritiene invincibili, a ritenersi superiori a questi aspetti, posso assicurarvi che questo aspetto non è reale. Le regole e le precauzioni hanno sempre un obiettivo ben preciso che deve essere rispettato. In questo senso sicuramente un aspetto che si ricollega a tali fatti è il vandalismo: molte persone di spirito debole o incapaci di esprimersi in altri termini trovano giovamento o ragione di vita nel distruggere, nel rubare, nel rovinare quello che è di tutti. Tale fatto, specie nel caso ad esempio dell’asportazione di cartelli ovvero nella rottura di dispositivi di sicurezza che magari uno per stupidità pura non considera un valore, può provocare un danno enorme.

Al di là della sicurezza attiva e passiva noi bisogna considerare che non tutte le persone possono essere autonome, ovvero che non hanno le stesse possibilità di vita e di relazione che voi tutti  avete, nella gran parte dei casi. Pensiamo alla disabilità. Non c'è solo la disabilità fisica, ci sono anche la disabilità sensoriale, la disabilità psichica. All’università, e voi lo sapete meglio di me, ci sono  tantissime di queste persone che sono sicuramente come voi, come me, ma soprattutto hanno gli stessi diritti e anche gli stessi doveri. Di conseguenza è importante rispettare e rendere possibile gli accessi, che voi normalmente riuscite  a fare senza neanche pensarci, anche ad una persona che ha la sfortuna di non camminare, e dare la possibilità a chi è in condizioni di difficoltà di vedere, di sentire di beneficiare degli stessi aspetti di cui voi beneficiate . Ricordatevi lo sforzo enorme che una persona che ha una disabilità di questo tipo affronta per raggiungere lo stesso obiettivo che raggiungerete voi. Ricordatevi che studiare con una disabilità sensoriale è difficilissimo, bisogna avere tanta forza di volontà. Cosa sarebbe necessario: la solidarietà, non quella declared da tantissimi, ma quella praticata. Essere giovani implica anche contest o essere contro, è normale. Secondo me avete l’occasione in questo campo di essere attivi, di essere veramente parte attiva di una società e di prepararvi in qualche maniera alle responsabilità sia di vita familiare e sociale perché, io vi auguro di godere sempre del beneficio di cui godete attualmente, cioè di poter studiare e di prepararvi per il futuro.

Ma in tanti casi non va sempre bene e soprattutto quando questo aspetto è determinato da superficialità, disattenzione e impreparazione su aspetti assolutamente normali quali quelli legati alla sicurezza io non vi auguro assolutamente una situazione del genere, ma se avete avuto modo di conoscere le conseguenze di infortuni legati a questi aspetti sapete esattamente come comportarvi. Ci vuole solo un minimo di attenzione, ci vuole un minimo di pensiero e di prevenzione e di conseguenza pensare a trattare il bene pubblico che voi  frequentate come fosse vostra. Magari voi mi direte che io sono un disordinato e tratto male le mie cose. Benissimo, allora provate  a pensare a chi sta attorno a voi, provate a pensare che un’attenzione su questi temi è un fattore di civiltà e un fattore di cittadinanza attiva che va mantenuto e va migliorato.

Pertanto vorrei chiudere dicendo che è importante che siate attivi e non solo passivi e sapete che la passivity in questo caso, specie in età giovane, è un aspetto che si soffre ad accettare; provate anche a collaborare con l’università, con i tecnici, con i vostri docenti e con tutte le persone che lavorano all’interno dell’università per rendere possibile il diritto allo studio; per cui in presenza di eventi e situazioni, ricordatevi i cavi, i videoterminale, le porte tagliafuoco, le infezioni. Collaborate, proponete, segnalate ed evitate di suffer passivamente cose negative così com’è costume usuale in questa società piuttosto egoista; ricordatevi che siete giovani e dovete dare un segno di positività e di qualità di vita che sarà un investimento per il prossimo futuro.

Prof. Corrado Negro

Parleremo dell’activity d’ufficio, il specifico rischio  più frequente forse nella nostra università . E parleremo diffusamente di questo bellissimo “marchingegno” che, purtroppo o per fortuna, tutti quanti noi ormai dobbiamo utilizzare: il visual display unit. Allora sicuramente, una volta, tanti anni fa facevo degli studi e dicevo: “Questi sono gli impiegati che non usano il videoterminale e non hanno questi disturbi, questi sono gli  impiegati che usano il videoterminale e hanno questi disturbi”. Oggi questo non si può più fare. Tutti utilizziamo questo tipo di unità. Quindi, nella evaluation del rischio noi dobbiamo sicuramente analizzare perché li usiamo e dobbiamo organizzare le attività in modo da minimizzare il rischio da questo tipo di esposizione.

Storicamente problemi legate a questo tipo di attività sono state evidenziate fin dall’inizio. La prima è legata all’impatto visivo, ovviamente, perché l’esposizione al visual display unit vuol dire che io sto attaccato con gli occhi allo schermo video, non che ce l’ho acceso lì vicino e leggo un libro. In quel caso io non sono esposto al videoterminale. Considerate che all’inizio si vedevano delle cose un po’ pericolose, nel senso che spesso si vedeva che uno aveva sulla scrivania il computer, sopra c’era il video e davanti al video ci stava il mouse. E molto spesso uno lavorava così, ed effettivamente dal punto di vista dell’apparato muscolo scheletrico non era proprio una postura congrua. E poi sicuramente noi sappiamo che molte persone ogni tanto lanciano la tastiera, inveiscono contro la macchina e quindi ci possono essere delle reazioni anche da questo punto di vista.

Health monitoring ovviamente è prevista quando c’è il rischio. Quando c’è il rischio? La normativa ci dice: “quando uno utilizza questo tipo di attrezzature per più di metà del tempo lavorativo”. Allora, se io oggi chiedo ad un impiegato se usa il videoterminale e quanto lo usa, egli mi dice che lo usa tutto il giorno. E’ normale, no? Ma questo come medico del lavoro è per me una cosa abituale. Se io chiedo al boscaiolo: “Quanto usi la sega, quella per tagliare gli alberi?” lui mi dice: “Tutto il giorno”. Normale. Se vado ad analizzare effettivamente il tempo d’uso, le cose cambiano completamente. Una volta le aziende che facevano silvicoltura, compravano tutti questi materiali, le seghe, ecc.; oggi esse li noleggiano e hanno un preciso contatore; tanto usi, tanto paghi di noleggio. Per cui sappiamo che un boscaiolo utilizza mediamente tre ore nell’arco della giornata la sua sega circolare. La stessa cosa possiamo dirla per quanto riguarda il videoterminalista. Nella pubblica amministrazione tutti sono esposti a più di  20 ore settimanali, nel privato nessuno è esposto a più 20 ore settimanali. L’impiegato di banca non è esposto al visual display unit. Come hanno fatto? Semplice: hanno cronometrato e hanno visto che lui in media sta due minuti a parlare con l’utente, e 20 secondi per fare l’operazione, per cui se la “spalmiamo” nell’arco della giornata lui è esposto molto meno della metà del suo tempo lavorativo. Concetto fondamentale è questo. La letteratura ci dice che gli esposti veri, cioè quelli che stanno sempre “attaccati”, sono tre o quattro tipi: quelli che fanno grafica; non so se qualcuno di voi ha usato CAD, spesso uno si mette là, usa CAD e dice: “Oh, dovevo andare dal dentista mezzora fa!”, perché perde la cognizione del tempo. Anche quelli che fanno programmazione debug, sono attaccati anche per tempi piuttosto lunghi. Spesso a uno quando sta facendo debug, uno dice: “Lascia perdere un momento, andiamo a bere un caffè”. E torna dopo che si è bevuto il caffè e lui è ancora lì sempre attaccato spesso.

Un’altra attività che però adesso è sempre meno frequente, è quella di coloro i quali fanno input dei dati. Una volta c’erano gli impiegati che mettevano dentro i dati del time cartellino e essi facevano questo lavoro per moltissime ore al giorno. Oggi sappiamo che l’input dei dati oramai normalmente arriva quasi sempre per via elettronica. Anche i lavoratori del call center sono sempre attaccati al video. Essi indossano le cuffie e però sono sempre attaccati al video. Anche loro non sono esposti. Come hanno fatto? Hanno un contratto da 18 ore settimanali. Cioè il problema, capite, è proprio di questo tipo qua. Perché è importante stabilire se uno è a rischio o se uno non è a rischio? Perché, come dicevo prima, in termini di monitoring sanitaria di gruppo, io faccio delle valutazioni proprio da questo punto di vista. Se io ho mille persone tutte a rischio e ho 100 che hanno disturbi, io dico: “Va beh, è uguale alla popolazione generale per cui non c’è nessun tipo di problema”. Se io invece ho 200 persone che sono esposte e 100 che hanno disturbi io dico: “Oh, il 50% delle persone hanno disturbi, quindi c’è qualcosa che non va nelle nostre postazioni al videoterminale”. È chiaro? Come tutti sapete, noi facciamo un controllo che è semplicemente uno screening ergophthalmologic e, eventualmente, noi mandiamo uno to the oculist quando lo screening rileva delle patologie importanti. Sicuramente quello che analizziamo è il nostro sistema di accomodazione. Il sistema di accomodazione è, per dirla in termini fotografici, il nostro “auto focus”. Abbiamo un sistema di lenti, le principali sono la cornea e il crystallin lens, che permettono a tutti i raggi della luce di focalizzarci nel nostro centro retinico dove c’è la maggior parte di recettori e quindi noi potremmo avere o un sistema di lenti che funziona bene oppure che muovono il focus in avanti  , come è il caso della miopia, oppure dietro, come nel caso dell’ipermetropia, oppure possiamo avere più di un focus quando le lenti non sono perfettamente sferiche e quindi abbiamo l’astigmatismo. Vi ricordo che in biologia la perfezione non esiste, per cui un minimo di astigmatismo ce l’abbiamo praticamente tutti.

Oltre all’accomodazione, ovviamente andiamo ad analizzare la convergenza, perché di occhi ne abbiamo due e noi cerchiamo di analizzare  che l’immagine che si forma a livello celebrale sia la più compatibile possibile. Spesso troviamo delle piccole forie. Nel test vi facciamo vedere un piccolo punto rosso e un rettangolo o una scala graduata. Alcuni dicono che il puntino sta fuori. La stessa cosa si fa per i bambini, quando da una parte si mette l‘uccellino e dall’altra la gabbietta e si dice: “L’uccellino sta nella gabbietta?”. No, prova a sforzarti e va nella gabbietta. Effettivamente funziona in questo modo perché la muscolatura può dare questo tipo di problema. I difetti nel senso cromatico in alcuni tipi di attività al videoterminale, sono di determinazione molto importante. Considerate che l’altoforno  of Italsider nostro è pilotato da sette computer e ci sono le linee di flusso colorate per quanto riguarda il caricamento e lo scaricamento, quindi mettere uno che ha alterazioni del senso cromatico potrebbe essere pericoloso.

Sappiamo di sicuro che in generale l’utilizzo del visual display unit non causa grossi problemi alla vista. I difetti di refrazione non vengono fondamentalmente alterati. Sicuramente possiamo avere  disturbi, che quasi sempre sono di tipo reversibile, che però invece essi cominciano ad essere molto frequenti nella popolazione che lavora al visual display unit. La nostra legislazione prevede che noi dobbiamo fare questo tipo di controllo proprio perché siamo nei paesi del primo mondo e quindi possiamo investire nel controllo prospettico delle persone che sono a rischio, e quindi analizzare eventuali alterazioni. I nostri studi non sono conclusivi, perché non abbiamo ancora nessuno che ha incominciato a lavorare col videoterminale e sia andato in pensione. Non dico perché, ma è intuitivo. Nessuno va in pensione, per cui non avremmo mai questo studio conclusivo. Quindi dobbiamo ancora analizzare l’effetto a lungo termine, nonostante che abbiamo dei trials che durano oramai da già 20 anni. Questi trials ci dicono che i refrattivi studi  non hanno interferenza, malattie importanti come cataratta e glaucoma neppure.

Mentre i primi schermi potevano fondamentalmente dare delle possibili misurazioni di campi, radiazioni, ecc., con gli attuali schermi sicuramente possiamo misurare tutto e quindi non ci sono rischi a lungo termine, sia i rischi per la donna in gravidanza, sia i rischi per possibili effetti cancerogeni.

Noi studiamo i disturbi oculo-visivi. Essi si risolvono spontaneamente. Se inviamo uno to specialista oculista nel momento in cui lui ha il disturbo, l’oculista dal punto di vista obiettivo, non riesce a trovare quasi nulla. La fatica visiva, l’arrossamento e il bruciore, sono i disturbi più frequenti. Sappiamo che sono più frequenti nei soggetti giovani di sesso femminile. Le principali patologie anche secondo i nostri dati, non si adattano assolutamente con i dati di tipo ergo visivo. E' is importante che noi ci aspettavamo che questo tipo di disturbi diminuissero. Cioè io ho cominciato a lavorare con un fosfori verdi a 15 pollici, che  mi da più fastidio rispetto al 17 pollici LCD e invece, in termini generali, è aumentata la prevalenza del disturbo astenopeico. Abbiamo ipotizzato che questo è probabilmente legato soprattutto ai tempi di esposizione. Noi tutti abbiamo aumentato i tempi di esposizione, abbiamo un dispositivo munito di videoterminale nella nostra tasca e quindi siamo sicuramente più esposti. Ci sono anche delle problematiche legate alla caratteristica della workspace, che noi cercheremo di analizzare, e ovviamente la personal soddisfazione lavorativa  comporta anche l’insorgenza di questo tipo di disturbo. Uno che è contento di lavorare al computer ha meno disturbi rispetto a una persona obbligata a utilizzare questo macchinario.

L’illuminazione è uno dei trigger più importanti. Sicuramente sappiamo che il nostro occhio è naturalmente predisposto ad avere una luce diffusa che è quella del sole, per cui è una cosa buona lasciare penetrare la luce del sole all’interno dei nostri uffici . Dovremmo ovviamente fare in modo che sia diffusa perché molto spesso la luce del sole entra nei nostri uffici con delle lame e quindi è buona cosa mettere un apposito tendaggio che diffonde la luce, non oscurante, ma che diffonda la luce. Normalmente si utilizzano quelle strisce con i prismi che si mettono davanti alle finestre. La luce localizzata può dare spesso disturbi, proprio perché o è troppo forte o è troppo localizzata o è troppo debole, quindi l’utilizzo della luce localizzata non è consigliabile. La luce diffusa, che noi normalmente utilizziamo, deve essere a basso consumo, perché tutte le aziende pubbliche devono utilizzare la luce a basso consumo. Perché? Noi siamo i terzi firmatari del protocollo di Kyoto e dal prossimo anno noi paghiamo "tot" a tonnellata di CO2 che emettiamo, per cui è necessario che ci sia anche un controllo da questo punto di vista. Oggi utilizziamo il neon, domani noi utilizzeremo il LED. Perché non utilizziamo ancora il LED? Non è un problema di costo, non è certificato. Se voi andate in un qualsiasi negozio e comprate o un neon o una lampadina, sopra c'è il marchio CE. Se voi comprate una lampadina LED, essa ha solo “made in China”. L’ISO, l’istituto internazionale per gli standard, non ha ancora emesso quella che è la normativa per quanto riguarda la certificazione dei LED Esiste una banda della luce, la luce blu, close all’ultravioletto, che in alcuni esperimenti sui ratti dà  alterazioni retiniche. Ma la retina dei ratti è molto diversa dalla nostra. Però fondamentalmente abbiamo questa problematica. Per dare l’idea della luce blu, io faccio sempre questo esempio: voi andate di notte con la macchina, e voi incontrate tutta una serie di automobili. Poi incontrate l’AUDI e sapete che cos’è la luce blu. Giusto?  Essa è intensa e dà un fastidio effettivamente diverso. Avete mai visto che ci sono delle automobili che hanno effettivamente questa luce blu. Tu la vedi distante che praticamente è blu.

Allora, per analizzare la postazione visual display unit sicuramente noi dobbiamo analizzare come è composta. Cioè ci deve essere un monitor che deve essere orientabile, avere tutte queste caratteristiche. Ci devono essere una tastiera, un mouse, che devono essere tutti staccati e orientabili e spostabili, ok? Quindi non è  consigliabile  workspace consistente da un portatile, . Voi dite: “Eh che esagerazione!”. Non è una esagerazione tremenda. Se io devo fare una workspace videoterminale, un video, una tastiera, un mouse, costano meno di 150 euro ( IVA compresa, oggi!).  Per cui non è una spesa eccessiva. Poi ci posso attaccare il mio portatile con un cavo USB e non c’è nessun problema. È chiaro?

Però questa è la workspace videoterminale. L’ISO ci dice esattamente che questa è la postazione videoterminale a norma di legge, però, fotografando le postazioni visual display unit in giro nei nostri uffici, troviamo spesso delle workspace che non si potrebbero definire as tali no? E quindi dovremmo analizzare tutta una serie di problematiche che sono proprio legate al fatto che una buona workspace comporta sicuramente anche avere un aiuto dal punto di vista del secondo grande organo e apparato, cioè l’apparato muscolo-scheletrico.

Quindi la posizione corretta è, per quanto riguarda la schiena,  tra 90 e 110 gradi, quindi ben appoggiata indietro. Per quanto riguarda le gambe noi dovremmo avere il ginocchio che fa i famosi 90 gradi. Per quanto riguarda le braccia, dovremmo appoggiare l’avambraccio sul nostro tavolo che dovrebbe avere ovviamente il margine arrotondato, in modo da permetterci un comodo appoggio. La distanza fra il monitor e gli occhi è quella vecchia, che riguardava i monitor da 15 pollici. Se oggi noi abbiamo un 17 o un 21 pollici, dovremmo sicuramente tenerlo… Perché? Noi accomodiamo da lontano e da vicino, e quindi dovremmo cercare di mettere il video in una posizione intermedia, in modo tale da non dover sforzare i nostri muscoli oculari per accomodare.

Il worktop deve essere assolutamente obstructed  with papers, perché se no altrimenti tu vedi che uno non fa niente. Bisogna evitare  il famoso cassetto che si usava una volta. La tastiera oggi va messa assolutamente sulla scrivania. Il sedile deve essere stabile, deve avere le famose 5 razze. Perché deve avere 5 razze? Sono sufficienti 4, no? No, colpa nostra. Io avevo il record  di stare su una gamba sola nell’ultimo banco a scuola ok? E ogni tanto tu sentivi “patabam”. Il numero degli infortuni da caduta non erano not pochissimi, per cui invece delle 4 razze essi hanno detto: “Per sicurezza ci mettiamo 5 razze con le ruote, e prova a fare il record!”. Ovviamente sia il sedile che lo seatback, devono essere regolabili, cioè personalizzati, come quello della macchina no? Non che uno si siede mentre il sedile è regolato per la moglie e, appunto, guida la macchina come insegnano oggi. Una volta praticamente essi dicevano che i braccioli  dovevano essere utilizzati, oggi essi dicono che ergonomicamente non sono necessari.

Infine, la workspace visual display screen consiste appunto di schermo, tastiera e mouse, e la stampante? No! Una volta tutti quanti volevano avere una bellissima piccola stampante vicino Io avevo la stampante ad aghi che faceva un rumore veramente assordante, no? Oggi modernamente si dice, prendi una stampante di quelle vere che fanno tutto, scanner, fotocopie, stampa, il caffè, e le metti in un’apposita stanza, dove possono fare tutta la loro confusione. E uno, così, fa anche un piccolo stacco perché ogni tanto deve andare a prendersi le cose. Questo tipo di cosa è anche favorevole dal punto di vista economico, perché le stampanti costano meno di 100 euro, però dopo il toner costa 250 no? Piuttosto tu butti via la stampante e compri una nuova, piuttosto di comprarci il toner. Invece nel caso delle stampanti di rete, noi abbiamo un meraviglioso contratto con una ditta che ci noleggia la stampante e con effettivamente pochi soldi, riusciamo ad avere praticamente un risultato ottimo perché se si rompe, tu gli telefoni e loro subito vengono a ripararla ed è una cosa molto conveniente ecco. Per quanto riguarda il visual display unit, queste sono le principali problematiche.

Pietro Valenta

Il biologico rischio  è normalmente sottovalutato negli ambienti di lavoro. Ci sono settori particolari, come ad esempio l’ambito sanitario e certi laboratori in cui c’è un rischio elevato e sono normalmente usate tutte le precauzione indicate anche dai decreti attuativi, ma nella maggior parte dei casi dove il rischio non è così elevato, c’è la tendenza a sottostimare questo rischio. In tutti gli ambienti di vita, e conseguentemente di lavoro, sono presenti microorganismi o comunque  elementi che possono creare danni alla salute. Ad esempio: stati di infezione, intossicazione o ad esempio allergie. E’ normale questa presenza di microrganismi. Ciò nonostante noi ci ammaliamo non per il solo fatto che ci sono questi microrganismi, perché? Because non tutti sono patogeni, cioè non tutti questi microrganismi sono in grado di danneggiare la salute delle persone.

It is possibile ridurre il rischio di avere danni causati dal rischio biologico : primo, intervenendo sull’ambiente rendendolo il più salubre possibile, e poi adottando delle normali raccomandazioni igieniche. Per esempio, il semplice lavaggio delle mani: noi nella nostra vita quotidiana, nel nostro lavoro, entriamo continuamente a contatto con oggetti che potrebbero essere contaminati. Una semplice operazione come il lavaggio delle mani riduce tantissimo il rischio di avere infezioni o di avere dei problemi di questo tipo. Il nostro organismo infatti, dispone infatti di difese adeguate per contrastare il normale rischio biologico. Le difese possono essere specifiche (apparato immunitario, quindi i nostri anticorpi) e aspecifiche, per esempio le nostre mani, la nostra cute, le nostre mucose, che quando sono integre costituiscono una barriera di difesa che impedisce ai microrganismi di penetrare e quindi di creare stati di infezione.

La trasmissione di una  malattia infettiva  può avvenire per due modalità: per via diretta, attraverso quindi il contatto con la persona che può essere sorgente di infezione o per via indiretta.  It is possibile ad esempio avere una infezione anche non stando a contatto con una persona malata, ma toccando una superficie o un oggetto che era a contatto con una persona che era infetta. La trasmissione di una malattia infettiva può avvenire anche tramite il contatto diretto con una persona. Non sempre però la persona presenta uno stato di malattia evidente, una persona potrebbe trasmettere una malattia infettiva anche apparendo in un buon stato di salute, per due motivi: perché la persona può essere portatore sano (persona con il microorganismo nel suo corpo, ma che non presenta lo stato di malattia) oppure la persona potrebbe essere nella fase di incubazione che va dal momento in cui il microrganismo è entrato nel corpo fino a quando in cui i segni della malattia si manifestano. Quindi a ogni contatto con le persone noi dobbiamo adottare delle precauzioni universali e non semplicemente basandoci su come ci appare la persona.  Un elemento fondamentale è l’ambiente: sicuramente ci sono ambienti che hanno un livello di rischio superiore rispetto ad altri, per esempio gli ambienti in cui c’è un forte affollamento, un forte “via-vai” di gente, perché le persone possono portare con se dei microrganismi. Gli ambienti indoor (chiusi) sicuramente aumentano il livello di rischio; infatti è importante cambiare l’aria il più possibile.  Esempi di ambienti molto affollati possono essere:  cafeterias, in cui il rischio viene aumentato dalla presenza di alimenti, il bar, le segreterie, gli uffici o le biblioteche, tutti ambienti in cui ci può essere anche la polvere, che può costituire anche un substrato di crescita per i microrganismi. In generale, ogni ambiente che presenta una forte presenza di persone determina un rischio elevato, ancora di più se questo ambiente è particolarmente chiuso e non aperto all’esterno. Il contatto diretto avviene spessissimo tra persone: anche un semplice darsi la mano, anche un semplice parlare determina una vicinanza all’altra persona che può permettere il passaggio di microrganismi.

It is possibile quindi ridurre questo rischio biologico normalmente presente? Sì, it is possibile facendo ognuno la propria parte. Indubbiamente il datore di lavoro deve predisporre degli ambienti idonei e evaluate il rischio, ma sta anche a noi adottare delle normali pratiche igieniche che possono aiutare tantissimo a ridurre questo pericolo. Pensiamo, come abbiamo citato prima, al semplice lavaggio delle mani. Quando va fatto il lavaggio delle mani? Sarebbe opportuno fare il lavaggio delle mani una volta arrivati all’ateneo, dopo magari avere toccato lo scooter o being in autobus; sarebbe opportuno farlo ogni volta in cui utilizzo i servizi igienici, facendolo con le procedure idonee e soprattutto cercando di utilizzare sempre materiale monouso. [Ci sono anche] le normali prassi tra cui evitare magari  di toccare con le mani le scale, stare seduti per terra, tutte situazioni in cui poniamo delle zone non protette del nostro corpo a contatto con le zone in cui ci possono essere microrganismi.

La maggior parte delle patologie infettive vengono trasmesse attraverso la via aerea:  perché c’è maggior facilità di espressione di microrganismi e perché questi microrganismi rimangono per molto tempo nell’ambiente. It is importante quindi evitare  di frequentare le aule studio quando abbiamo un fever stato che può essere indicatore di patologie infettive.

Ci possono essere periodi dell’anno in cui epidemie si sviluppano. In cosa consiste un’epidemia? It is un grosso numero di casi di malattia che si sviluppano in un ambiente in un tempo abbastanza ristretto. It is particolarmente importante in questi periodi adottare un maggior  numero di precauzioni. Pensiamo ad esempio alla classica epidemia di influenza, evitando tutti quei comportamenti che possono essere particolarmente rischiosi. Le semplici accortezze di base, per esempio durante lo starnuto mettere un semplice fazzoletto di carta davanti alla bocca, possono già contribuire a ridurre la diffusione della malattia. Esistono inoltre anche delle pratiche quali la vaccinazione che seppur non consigliate a chi non ha patologie particolari, possono comunque essere consigliate a chi frequenta ambienti ad alta densità.

Il nostro organismo svolge un ruolo importante nella prevenzione delle malattie infettive, per cui uno stile di vita adeguato ci protegge e favorisce il nostro sistema immunitario. Per esempio che un forte stato di stress riduce le nostre difese immunitarie. Ma anche un’alimentazione adeguata svolge il suo ruolo: alimentarsi con le vitamine, minerals salts, o comunque assumere proteine nel giusto numero contribuisce a rendere le nostre difese (aspecifiche e specifiche) molto più forti e quindi in grado di proteggerci dai quotidiani attacchi a cui il nostro organismo va incontro.

[Ci sono poi] delle semplici accortezze che possiamo usare per proteggerci, soprattutto in una città come la nostra in cui è molto diffuso l’uso del veicolo a due ruote: la protezione dal freddo. Se andiamo con lo scooter senza proteggere  mani, è normale che si creino delle fessurazioni e screpolature. Queste screpolature possono costituire una via d’ingresso per microrganismi, per cui per chi va in motorino un consiglio può essere quello di usare dei guanti e possibilmente anche aiutare il normale film idrolipidico attraverso l’uso di creme protettive. Altra via d’ingresso è l’apparato respiratorio. E’ importante respirare con il naso affinché l’aria arrivi ai polmoni filtrata e riscaldata o comunque proteggere la bocca, ad esempio attraverso la sciarpa, in modo tale che l’aria venga riscaldata e filtrata prima di arrivare nelle nostre vie aeree.

Le mani sono un altro possibile veicolo di trasmissione di microrganismi. It would be ideale, soprattutto in ambienti a rischio, evitare di portare anelli o orologi che poi risultano di difficile pulizia. Quindi togliere anelli o bracciali costituisce sicuramente un elemento di prevenzione importante. Ci sono dei metodi in cui è previsto l’uso di alcuni DPI, dispositivi di protezione individuale, per esempio i guanti. Anche se usiamo i guanti, bisogna comunque lavare le mani, prima e dopo l’uso dei guanti e di seguire le indicazioni che il nostro istituto ci fornisce.

Generalmente la sola pulizia fatta con la normale acqua e detergente è una procedura sufficiente per abbassare il rischio, però quando si usa l’autobus il rischio di contatto delle mani con microrganismi aumenta . In questo caso possiamo associare alla semplice pulizia delle mani anche l’utilizzo di alcuni prodotti a base disinfettante che riducono o bloccano la carica batteriostatica.

Un altro elemento molto importante è la cura delle nostre mani. Io vi consiglio sicuramente di tenere le unghie corte: sotto le unghie lo sporco può formarsi e può essere un ottimo terreno di cultura per microrganismi. Sarebbe preferibile inoltre, soprattutto per chi frequenta labs, evitare l’uso di smalto. Anche lo smalto può creare delle fessure in cui si possono annidare microrganismi, quindi una bella mano, ben curata con le unghie corte senza l’uso di enamel è sicuramente molto consigliabile e mi raccomando quando fate l’igiene delle mani, magari si possono anche usare delle normali spazzoline che consentono di ottenere una buona pulizia, sarebbe il caso di farlo ogni volta in cui ce ne andiamo via dal laboratorio. Anche se avete usato i guanti comunque non dimenticate queste semplici procedure, queste semplici norme igieniche. Altra accortezza: evitare il più possibile di portare  mani alla bocca, molte persone possono avere la consuetudine di mangiarsi le unghie, questa è una cosa sicuramente non molto indicata perché le mani sono state a contatto con tanti oggetti che potrebbero essere stati contaminati. In alcuni laboratori il lab coat è usato per la protezione da possibili contaminazioni: nel momento in cui dobbiamo portare via il lab coat it sarebbe il caso di tenerlo separato dai nostri vestiti puliti e anche quando noi lo laviamo, l’ideale sarebbe di lavare it separato dalla nostra biancheria,  possibilmente utilizzando anche dei prodotti disinfettanti che sono facilmente reperibili sul mercato.

Le nostre mani entrano continuamente a contatto con oggetti di uso comune come la tastiera, il telefono, i tablet e pc. Questi oggetti sono molto spesso contaminati in quanto difficilmente essi sono puliti . Io vi consiglio di tenerli puliti, procedere alla pulizia della tastiera con una certa regolarità - sarebbe il caso di pulirla -  e ci sono anche dei prodotti disinfettanti. Il vostro telefono viene costantemente toccato e sarebbe il caso di pulirlo con una certa periodicità. Non dimenticatevi, quando toccate la tastiera di un computer, che quella tastiera può essere toccata da tante altre persone e magari queste persone potrebbero non avere rispettato anche delle semplici norme di igiene, per cui vi raccomando dopo l’uso di un attrezzo che può essere stato a contatto con tante altre persone, lavatevi le mani.

Quando si presentano diseases, come tosse, arrossamento degli occhi o uno stato febbrile, essi possono essere i sintomi di uno stato infettivo, quindi il consiglio che vi do è quello di recarvi immediatamente to vostro medico per avere maggiori delucidazioni. Il vostro medico sarà tranquillamente in grado di dirvi se è consigliato uno stato di isolamento, come stare a casa a riposo, oppure se non è nulla di particolarmente pericoloso anche per la comunità, quindi  è fondamentale che anche voi facciate la vostra parte per quanto riguarda la prevenzione del rischio biologico, parte che si svolge con delle semplici nozioni di igiene di base.  

Come lavarsi le mani

E’ molto importante ogni qualvolta si lavora con del materiale biologico potenzialmente infetto che può essere sangue, i liquidi biologici, materiale sporco oppure animali infetti, to lavarsi  mani. Comunque questa operazione deve essere effettuata alla fine della nostra giornata lavorativa.

La nostra operatrice apre il rubinetto,  bagna the mani con l’acqua, prende una quantità di sapone sufficiente per coprire tutta la superficie delle mani e friziona le mani palmo contro palmo. Lei procede poi a frizionare her mano destra sul dorso della her mano sinistra, intrecciando dita tra di loro e viceversa, per poi procedere ad un movimento di frizione palmo contro palmo, sempre intrecciando le dita tra di loro, dopodiché si friziona il dorso delle dita contro il palmo opposto sempre tenendo dita strette tra di loro. Lei procede poi ad un movimento di frizione del pollice sinistro dentro la mano destra e viceversa, per poi passare ad una frizione rotazionale in avanti e indietro con le dita della her mano destra strette bene tra di loro nel palmo sinistro e viceversa. Risciacquare le mani con l’acqua corrente, asciugare con una salvietta monouso e con la medesima salvietta chiudere il rubinetto et voilà le mani sono perfettamente pulite.

La postura

Per evitare l’insorgenza di disturbi muscoloscheletrici è importante anche la gestione della postazione di lavoro da seduti, per cui bisognerebbe avere una seggiola che permette un buon appoggio a livello dorso lombare, dopodiché bisognerebbe sicuramente regolare l’altezza in maniera che i piedi siano ben appoggiati e che le ginocchia e le anche siano circa a 90°. Per scaricare il peso degli arti superiori, bisogna che gli avambracci siano appoggiati abbastanza comodamente sul ripiano di lavoro e il gomito assuma una angolazione di circa 90°.

Esercizi

Salve, siamo nelle sede centrale del CUS di Trieste e ora vi facciamo vedere dei piccoli accorgimenti per alleviare il dolore agli occhi che si può sentire durante una giornata passata davanti al computer. Per decongestionare la zona intorno agli occhi: massaggiate intanto i lobi delle orecchie. Il massaggio sui lobi delle orecchie i servirà per fare in modo che il sangue affluisca bene al volto. Una volta che il sangue è affluito bene al volto possiamo procedere a decongestionare la zona intorno agli occhi e liberarla quindi dai liquidi di scarto, quali possono essere quelli linfatici. Per ottenere questo risultato, puntiamo due dita dietro le orecchie e facciamo un massaggio in senso orario che dovrà durare per almeno sei secondi. Bene, quindi facciamo un breve riepilogo su come fare per rilassare i muscoli del viso, ma in modo particolare quelli degli occhi dopo tante ore di monitor.

Portiamo le nostre dita sui lobi delle orecchi e facciamo una leggera pressione e un leggero massaggio: con questo sistema noi faremo in modo che la circolazione del sangue sia più fluida a livello del volto. Ottenuto questo, possiamo procedere con le nostre dita e al di sotto delle orecchie fare un lieve massaggio in senso orario. Dopodiché, fatto  il movimento del massaggio per sei secondi, abbastanza lenti, conteremo uno – due – tre – quattro – cinque – sei, dopo questo movimento noi possiamo chiudere gli occhi espirando, quindi riempio con gli occhi aperti e chiudo con gli occhi chiusi, riempio ancora con gli occhi aperti e svuoto completamente i polmoni con gli occhi chiusi, ancora riempio e svuoto. Porteremo avanti per almeno 6 secondi, molto lentamente anche questo esercizio di apertura e chiusura degli occhi e respirazione. Altro problema che possiamo incontrare stando molte ore davanti ad un computer è la contrazione del muscolo trapezio, muscolo che si trova in questa zona del collo. Per decontrarre questa zona noi possiamo fare questo semplice esercizio: riempire completamente i polmoni, e durante lo svuotamento portare il mento  verso lo sterno, espirando. Ancora riempiamo, espiriamo, riempiamo ed espiriamo. Dobbiamo fare in modo che la respirazione sia assolutamente coordinata con il movimento. Allo stesso modo mentre noi espiriamo giriamo la testa su un lato, ritorniamo al centro inspirando e andiamo sull’altro lato espirando. Lo facciamo sempre facendo molta attenzione alla respirazione: io riempio, io svuoto, io riempio, io svuoto. Inspirando noi possiamo fare roteare  testa da spalla a spalla, lentamente, il movimento deve essere estremamente lento e controllato e sempre coordinato con la respirazione. Ora, intrecciamo le nostre mani dietro la nuca e con tutta la forza che abbiamo diamo una spinta con la nostra testa sulle mani.

Ora vediamo assieme gli esercizi per il collo per sciogliere le contratture che si vengono a creare durante una giornata di lavoro intenso al computer. Di solito la parte è questa, quella del trapezio, quella che viene coinvolta in modo maggiore durante le ore passate al computer, quindi vediamo come sciogliere questa zona. Portiamo le mani sopra le spalle e facciamo un movimento di salita e discesa delle spalle stesse, come vedete quello sta facendo Silvia con tutte le altre allieve. Passato un po’ di tempo, già dopo breve voi will sentirete un profondo sollievo grazie a questo movimento. Dopo questo esercizio andiamo avanti e portiamo il mento in direzione dello sterno, però la cosa fondamentale è che voi espiriate durante il movimento. Ancora riempio e svuoto, riempio e svuoto. Cosa non dobbiamo fare per non peggiorare la situazione: si tende tante volte a portare la testa indietro, questo è sbagliatissimo perché possiamo soltanto peggiorare la situazione, quindi ricordatevi di non portare mai la nostra testa all’indietro ma sempre e soltanto il mento allo sterno, exhaling. Riempio sollevando, e svuoto espirando. Benissimo, possiamo aumentare l’intensità dell’estensione dei muscoli del collo in questo modo: mani intrecciate dietro la nuca, io riempio e quando io svuoto, spingo con tutta la forza che ho, spingo la testa in direzione dello sterno e ritorno su. Ora, per rendere ancora più efficace questo esercise, con tutta la forza spingiamo all’indietro con la nostra testa , ora portiamo le nostre mani intrecciate sulla fronte e con tutta la forza che abbiamo spingiamo in avanti, con la testa alta. Mano sopra l’orecchio, sulla tempia, e spingo su un lato.  L’altra mano sulla tempia, sopra all’orecchio, e spingo in questa altra zona. Ora siamo di nuovo pronti per intrecciare entrambe le mani dietro la nostra nuca, riempire in questa posizione con la testa sollevata e svuotare i polmoni da tutta l’aria premendo e mantenendo questa pressione costante per almeno 6 secondi,  respirando, riempio-svuoto, riempio-svuoto. Sollevo e da qua di nuovo io giro la testa senza l’aiuto delle mani a destra, ritorno al centro e vado sull’altro lato.

Io aggiungo un movimento. io appoggio le mani sulla sedia, faccio in modo che le mie spalle siano basse e la mia schiena dritta, e di nuovo io giro a destra, io ritorno al centro, e io giro a sinistra. Ora vediamo togheter anche la respirazione. Quando io sono al centro io inspiro, quando io vado a destra io espiro, di nuovo al centro io inspiro, io vado a destra e io espiro. io posso fare ancora un esercizio per alleviare il dolore del collo: è il ruotare da spalla a spalla. Accorgimento molto importante: non posso mai fare delle rotazioni all’indietro perché potrei farmi male, non soltanto peggiorare i dolori che ho.


Informazioni aggiornate al: 25.11.2014 alle ore 12:53