Storia
Sono qui raccolte alcune note in cui, più che tracciare la storia, si vuole sottolineare la continuità delle tre fasi dell'attività che sono alla base dello sviluppo del laboratorio: le origini più lontane, la fase intermedia di apertura interdisciplinare, il rafforzamento più recente nell'uso delle tecnologie.
Origini
Il primo impulso al tipo di attività che sarebbero sfociate in Hirema, in epoca preinformatica, negli anni '60, è stato dato da due tipi di fattori:
- 1. alcuni elementi fortemente caratterizzanti le scienze dell'antichità (o almeno dell'indirizzo di studio presente a Trieste in questo settore)
- a. l'orientamento interdisciplinare interno alla Altertumwissenschaft
- b. la rigorosa definizione di fonti che pongono alla sua base sistematiche raccolte di dati di differenti tipi
- c. la riflessione sul significato dell'antico nel presente
- 2. la forte attenzione dedicata dalla scuola triestina ai beni culturali in concomitanza con la nascita della Regione Autonoma Friuli - Venezia Giulia entro l'ordinamento dello stato italiano. La nascita della nuova Regione, accompagnata da una più consapevole attenziione ai problemi della propria identità, ha comportato un fervore nuovo negli studi sulla propria eredità storica e l'avvio di censimenti e di iniziative per la valorizzazione di beni culturali, riscontrabili in particolar modo nella ricerca archeologica.
Motivazioni di fondo e origini di
Hirema
vanno indicate nei nuovi progetti volti alla conoscenza del territorio sviluppati fin dagli anni '60. Nuove conoscenze hanno incominciato ad accumularsi negli archivi della ricerca e trasformare quelle informazioni in risorsa culturale apparve obbiettivo non meno importante della stessa acquisizione di quella massa di dati.
Fin dagli anni '80 l'impiego di Personal Computer venne introdotto in questo contesto, riconoscendo nell'informatica una grande utilità in due direzioni:
- 1. trattare archivi di dati di grande dimensione
- 2. superare i limiti (economici e di diffusione) delle forme di pubblicazione tradizionali
Il nucleo che avrebbe dato origine a Hirema non ha trascurato le pratiche d'uso strumentale dell'informatica di fronte ai problemi quantitativi, ma ha guardato all'informatica con particolare attenzione per le aperture delle nuove forme di comunicazione e per quello che potevano significare per la fruizione culturale.
Il laboratorio negli anni '90
Negli anni '90 nel Dipartimento di Scienze dell'Antichità "Leonardo Ferrero" viene costituito il laboratorio che verso la fine del decennio prenderà il nome definitivo di Hirema. I tempi erano ormai maturi per due ragioni:
- 1. la ricerca archeologica aveva assunto sia una dimensione consistente, operando anche sul campo, in esperienze culminanti con l'incarico di formazione della Carta Archeologica Regionale (1992-1994)
- 2. le risorse fornite dall'informatica erano ora quelle delle nuove tecnologie dell'informazione
Nelle pratiche del laboratorio l'informatica acquisì progressivamente un ruolo sempre più importante e inidirizzato verso obiettivi strategici, corrispondenti a queste nuove tecnologie:
- utilizzazione del web
- impostazione delle banche dati come sistemi informativi
- integrazione dell'informazione spaziale con i GIS
In un aggiornamento continuo ai rapidi progressi dell'informatica (qualche punto di riferimento: il WWW è del 1994; autodesk rilascia il cad per windows nel 1993; java appare nel 1995; ...), nel laboratorio si è lavorato iniziando con la produzione di pagine statiche per il web alla metà degli anni '90, per arrivare fino alla programmazione lato server nelle architetture a strati. L'orientamento al territorio, proprio della ricerca per i beni culturali, passava iniziava con l'uso dei CAD per rivolgersi quindi ai GIS e arrivare alla costruzione dei sistemi informativi su server con le problematiche di integrazione e di interoperabilità del WebGis.
Momento decisivo per il laboratorio è stato, nel 1994, la sua partecipazione alla creazione nell'Ateneo triestino del GeoLab, un centro di servizi per il trattamento dell'informazione geografica, iniziativa per condividere risorse di molti dipartimenti.
la nascita della CTRN
laboratori e tecnologie per l'impiego della cartografia vettoriale
1995-7 i Monumento Iulia Antiqua
1999 Crosada
2000-2001 L'archeotopo
Nel Centro di Eccellenza
Cinque anni dopo, nel 1999, quest'impostazione viene ribadita nella partecipazione alla candidatura ai finanziamenti ministeriali per creare un Centro di Eccellenza della Ricerca con le stesse caratteristiche di forte interdisciplinarità.
Dal 2001, con l'approvazione del Centro di Eccellenza, il GeoNetLab, Hirema diviene parte di esso. Viene creato in Hirema un centro di calcolo, Gaia, e riorganizzato il laboratorio nella forma attuale attuale, in cui si possono portare avanti progetti che impiegano tecnologie dell'informazione su propri server di sviluppo e sperimentazione.
L'allestimento del nuovo laboratorio e i primi lavori compiuti in esso sono descritti nella pagina relativa al cosidetto Workpackage 9
: il programma triennale 2001-2004 del GeoNetLab era articolato in nove settori e il nono è quello relativo ai beni culturali.
Gaia
Dal 2001 al cuore del laboratorio è stato posto il centro di calcolo condiviso, denominato Gaia.
L'allestimento di Gaia è è stato deciso per tre esigenze fondamentali:
- disporre di macchine con una potenza di calcolo sufficiente a trattare una gran mole di informazione,
dal momento che gli archivi territoriali possono arrivare a dimensioni enormi e il trattamento di certi tipi di informazione, in particolare di quella geografica, richiede spesso tempi di elaborazione elevati, specie quando è necessaria un’elaborazione in sequenza di gruppi di dati
- la possibilità del gruppo di condividere una piattaforma di sviluppo che faciliti lo scambio e la coperazione, consentendo di collaborare e cooperare a distanza
- la necessità di testare strumenti e prototipi basati su server di applicazione e architetture a strati
Due server - un SERVER IBM XSERIES 250 (NETFINITY 7100) e un SERVER IBM XSERIES 230 (NETFINITY 5100), - sono utilizzati come centralizzatori delle risorse e come passerella verso i servizi interni
- per il calcolo e il trattamento dell'informazione geografica (Java, Postgis, server d'applicazione)
- per mantenere i principali strumenti di collaborazione
- per la sperimentazione di prototipi di applicazioni su server web e server di applicazione
- per mantenere in spazi di memorizzazione di grandi dimensioni (anche con dischi amovibili esterni) archivi e copie dei progetti sviluppati e delle sperimentazioni di prodotti esterni
Altri PC, collocati negli studi, sono usati come server di prototipaggio e di esercizio per la formazione, e per fornire un numero variabile di posti di lavoro per lavorare da remoto sul server o in locale, sia nella preparazione dei dati che nello sviluppo software.
Alcuni di questi formano, insieme a una stazione topografica totale, a un digitizer e a un plotter, una sezione del laboratorio specificamente destinata al lavoro di ricerca primaria di acquisizione dei dati dell'archeologia e della topografia antica.
Il laboratoio dispone inoltre di attrezzature per la sperimentazione dei prototipi, come pc portatili, PDA, GPS.
Per la preparazione dei dati è stato definito un armamentario di software specifico, testato e selezionato tra quello a sorgente aperto o comunque libero. A oggi, nonostante l'arco di operazioni praticate sia molto ampio, nessun software commerciale risulta necessario, anche se occasionalmente viene usato per confronto o da collaboratori non ancora formati, avvalendosi delle licenze rese disponibili dall'Ateneo o dal Centro.
Gli stessi collaboratori di Hirema (dottorandi e volontari) sono responsabili della manutenzione, configurazione e amministrazione delle macchine, rendendo quindi rapidi e efficaci gli interveni per i frequenti aggiornamenti e i rari guasti.