ANTONIO MARUSSI

Antonio Marussi, nato a Trieste nel 1908 ed ivi  scomparso nel 1984, è stato un illustre Geodeta e Geofisico al quale andarono ampi riconoscimenti sia nazionali che internazionali. Laureato in Matematica a Bologna nel 1932, iniziò la sua attività scientifica presso l’allora Istituto Geofisico di Trieste (successivamente divenuto Istituto Talassografico, ora conglobato nell’OGS), per passare poi all’Istituto Geografico Militare di Firenze quale Ingegnere Geografo. Dal 1952 ricoperse la carica di Professore Ordinario di Geodesia presso l’Università di Trieste, Facoltà di Scienze, ove fondò l’Istituto di Geodesia e Geofisica (poi, assieme all’Istituto di Mineralogia e Petrografia, Dipartimento di Scienze della Terra). E’ stato, per menzionare le cariche più prestigiose, Presidente dell’Associazione Internazionale di Geodesia dal 1967 al 1971 divenendone poi Presidente Onorario, Presidente della Commissione Geodetica Italiana, membro della  Royal Astronomical Society of London e socio dell’Accademia dei Lincei.














         



 
Di primario valore scientifico sono innanzitutto i lavori di Antonio Marussi sulla Geodesia Differenziale o Geodesia Intrinseca ove ha sviluppato una moderna teoria basata sul calcolo tensoriale di Ricci-Levi Civita, volta a svincolare il campo potenziale di gravità terrestre dalla bidimensionalità e dalla superficie terrestre alle quali era in passato legato per ragioni storiche e per necessità pratiche. Al di 1à della eleganza della formulazione teorica, con lo sviluppo delle imprese spaziali questa teoria si è dimostrata di utile applicazione pratica nello studio della struttura del campo gravitazionale mediante satelliti e nei problemi di navigazione inerziale. Dal 1954, si ripetono ogni cinque anni i Simposi Internazionali promossi  dal Marussi  sotto l’egida dell’Associazione Internazionale di Geodesia come Hotine Simposia on Mathematical Geodesy, in memoria dell’illustre Geodeta Inglese  Martin Hotine, onde discutere su problemi teooretici della Geodesia 3-D e sull’evolversi delle conoscenze, delle ricerche, delle tecnologie. Dalla scomparsa di A.Marussi i Simposi sono stati intitolati  Hotine-Marussi Symposia on Mathematical Geodesy.

          Rivestono anche  un ruolo di alto rilievo le ricerche del Marussi nel campo delle rappresentazioni conformi ed affini ove seppe applicare con successo le metodologie matematiche proprie della geometria differenziale, al fine di  svincolarle dal campo bidimensionale, prospettando inoltre le modalità di attuazione di una rete geodetica tridimensionale. In campo Cartografico si prodigò, sia nell'ambito della Commissione Geodetica Italiana che presso i competenti organi nazionali, per la realizzazione delle carte Tecniche Regionali ed in particolare per quella della Regione FVG, carte che, oltre ad una descrizione geometrica più accurata di quella propria delle consuete carte topografiche, fornissero informazioni di tipo ambientale necessarie per una avveduta e moderna programmazione e gestione del territorio.

          Il Marussi fu geniale anche nella realizzazione di eccezionali strumentazioni geofisiche ove seppe applicare con intuito e perizia  non comune le leggi della geometria e della meccanica. I grandi pendoli orizzontali Marussi, installati nella Grotta Gigante nel 1959,  ed i clinometri ad alta sensibilità che hanno operato per anni in Friuli (sono tuttora operanti due stazioni) costituiscono una valida testimonianza di ciò, essendo stati da lui interamente ideati e progettati.  I pendoli della Grotta Gigante, grazie alla loro alta sensibilità e stabilità, consentono una registrazione ottimale di un’ampia banda di frequenze, inusuale in altre strumentazioni simili, che copre deformazioni  tettoniche, onde di marea terrestre, onde sismiche ed oscillazioni libere della terra provocate da violenti terremoti. Questi strumenti nel 1960 hanno fornito registrazioni a quell’epoca uniche al mondo delle oscillazioni torsionali libere della terra causate da un terremoto violento nel Cile: altri eventi simili (p.es. il terremoto di Sumatra del 2004) sono stati poi parimenti registrati, offrendo una casistica unica per un confronto fra oscillazioni libere scatenate da sorgenti diverse e registrate da una stessa strumentazione Altri eventi eccezionali, unici al mondo per intensità e durata,  registrati da questa strumentazione sono i terremoti silenziosi, dovuti a lenti scorrimenti di faglia,  premonitori del terremoto del Friuli del 1976.    

           Amante della natura più impervia ed inaccessibile, abile alpinista e rocciatore, curioso di scorgere i misteri che avvolgono la genesi di fenomeni strutturali ed orogenetici a scala continentale, il Marussi partecipò, organizzandole spesso di persona, varie spedizioni geofisiche nell'Asia Centrale, sulla catena Alpino-Himalayana. La sua prima partecipazione risale al 1954, e cioè alla spedizione organizzata da A. Desio che ebbe, a parte le risultanze scientifiche, il merito di dare all'ltalia il prestigio della conquista della cima del K2 nel Karakorum. Le varie spedizioni successive nel sistema Pamir-Karakorum-Himalaya nelle quale soltanto il suo impegno fu in grado di affrontare le ampie difficoltà burocratiche ed economiche nazionali ed internazionali   e di promuovere sul posto una collaborazione scientifica fra paesi politicamente in antitesi, gli fornirono le evidenze geofisiche, gravimetriche e sismiche per delineare la struttura profonda della catena Alpino-Himalayana.















  

Via di salita al K2 sullo sprone Abruzzi e tracciato dei traini con gli argani a mano (Desio, 1954)






















                               Campi di frumento a 3000 m nella valle Braldo (Desio, 1954)

          Ed infine va anche ricordato che fu un acuto ed attento osservatore dell'ambiente naturale ed all’Altopiano Carsico, che amava moltissimo, dedicò una notevole parte della sua speculazione scientifica formulando tra l’altro, con una rara capacità di intuito nella sintesi di evidenze geofisiche e geomorfologiche, una valida teoria innovativa sui fenomeni idrogeologici collegati con il fenomeno del carsismo.

          Una ampia bibliografia documenta i vari capitoli dei vasti interessi scientifici e della genialità di uno scienziato di alto valore quale fu Antonio Marussi.

Le Figure riferite a Desio sono tratte da: Desio, A. (1954) La conquista del K2, Garzanti.

Estratto della bibliografia Antonio Marussi

Marussi A.: Saggio del geoide nel Mediterraneo centrale e nella zona  alpina. Boll. Geod.. anno IV, n. 5, 1944.

 

Marussi A.: Un nuovo metodo per la compensazione astronomico– geodetica delle grandi triangolazioni. Boll.  Geod. Dell’I.G.M., anno XXVIII, n. 4, 1948.

 

Marussi A.: Fondements de géométrie différentielle absolue du champ  potentiel terrestre. Bulletin géodésique, n. 14, 1949.

 

Marussi A.: Su alcune proprietà integrali delle rappresentazioni conformi di superfici su superfici. Rend. Acc. Naz. Lincei, Cl. Sc. Fis. Mat. Nat., Serie VIII, vol. X, fasc. 4, 1951.

 

Marussi A.: Sulla rappresentazione del geoide sull’ellissoide. Boll. di Geodesia e Sc. Affini dell’I.G.M., Anno X, n. 3, 1951.

 

Marussi A.: Gravimetric and magnetometric surveys performed by the Italian Karakorum Expedition 1954-55. Bull. Géodésique, Année 1956, n° 41, 1956.

 

Marussi A.: La gravità nel Karakorum nel Turkestan Cinese e nel Pamir. Geofisica e Meteorologia, vol. V, n. 3-4, 1957.

 

Marussi A.: Les résultats des recherches géophysiques de la Expédition Italienne au Karakorum en 1954-55. Ciel et Terre, anno LXXV, n° 7/8, 1959.

 

Marussi A.: I primi risultati ottenuti nella stazione per lo studio delle maree della verticale della Grotta Gigante. Boll. di Geodesia e Sc. Affini, anno XIX, n° 4, 1960.

 

Desio A., & Marussi A.: On the geotectonics of the granites in the Karakorum and Hindu Kush Ranges (Central Asia). Int. Geological Congress, Copenhagen, 1960.

 

Bolt B. A. & Marussi A.: Eigenvibration of the Earth observed at Trieste. Geophysical Journal, vol. 6, n° 3, 1962.

 

Marussi A.: Le anomalie della gravità lungo la catena del Karakorum-Hindu Kush. Rendiconti Acc. Naz. Lincei, Cl. Sc. Fis., Mat. Nat., serie VIII; vol. XXXV, fasc. 5, 1963.

 

Marussi A.: Einige Bemerkungen über die Anwendung der konformen Abbildungen in der dreidimensionalen Geodäsie. Festschrift “GROSSMANN”. 5.1.1967.- Konrad Wittwer. Stuttgart.

 

Zadro Bozzi M., Marussi A.: Polarization and total Energy Spectra of the Eigenvibrations of the Earth Recorded at Trieste. Geophysical Journal of the Royal Astron. Soc., n.12, aprile 1967.

 

Marussi A.: Un nuovo esperimento per la determinazione della costante universale della gravitazione. Memorie della Soc. Astron. Ital., vol. XLIII, fasc.4, 1972.

 

Marussi A.: on the Representation of the Actual Gravity Field of the Earth on the Normal Ellipsoidal Field. Geophys. J. R. astr. Soc., vol. 37, n. 3, 1974.

 

Marussi A.: Geodetic networks in space. The Canadian Surveyor, vol. 28, No. 5, Dec. 1974.

 

Marussi A.: The Tidal field of a planet and the related intrinsic reference systems. Geophysical J. R. astron. Soc., vol. 56, 409-417, 1979.

 

Marussi A.: Differential parameters in the normal gravity field. Acc. Naz. Lincei – Rendiconti. Serie VIII, Vol. LXIX, fasc. 6, Dic. 1980.

 

Marussi A.: Geophysical trends and evolution of the Pamirs syntaxis and Karakorum. Boll. di Geof. Teor. ed Appl., Vol. XXV, Nr. 99-100, 1983.

 

Marussi A.: Microgravitation in space. Geophysical Journal of the R.A.S., Vol. 76, Nr. 3, 1984.

 

Marussi A.: Intrinsic geodesy, Berlin and New York, Springer-Verlag, 1985, 235 p..