In generale, la ricerca condotta nelle Università è animata da curiosità intellettuale, dal desiderio di acquisire prestigio attraverso pubblicazioni ad ampia diffusione internazionale o inviti a tenere relazioni a congressi. Quindi, nella maggior parte dei casi la ricerca scientifica accademica ha carattere fondamentale e scopre cose che esistono già – ma che nessun altro aveva scoperto – e rende pubblica ogni nuova conoscenza acquisita.
Altrettanto importante, però, è un relativamente nuovo indirizzo della ricerca universitaria, che recentemente sta dando ottimi risultati. Questo indirizzo punta all’invenzione di nuove tecniche, di nuovi apparati o nuovi processi, con potenziali applicazioni industriali, e che generano proprietà intellettuali bisognose di adeguata protezione mediante il deposito di brevetti.
Dal 2002 il "portafoglio brevetti" della nostra Università è cresciuto a livelli significativi. Questo risultato è stato anche reso possibile dalla Regione Friuli Venezia Giulia attraverso il Progetto "Sister", gestito dal Consorzio per l’Area di ricerca. Poiché nel caso di invenzioni l’obiettivo è sempre quello della “creazione di valore", i nostri brevetti sono a disposizione delle imprese, a cui possono venir ceduti o di cui possono essere concesse licenze d’uso. Ciò è avvenuto soprattutto nel settore farmaceutico, con antibiotici innovativi o sistemi di veicolazione di farmaci, avendo come partner aziende di vari stati europei.
I ricercatori del nostro Ateneo sono quindi impegnati nella promozione del progresso scientifico, ma anche nell'esplorazione del potenziale innovativo delle invenzioni che ne possono derivare, con l’intento di mettere alla prova le possibilità del futuro ed entrare nel mercato, guidati da partner industriali, con nuovi prodotti, processi o servizi.